Movimento Città Italia: “Una Provincia a democrazia dimezzata”

58

“Siamo convinti che esita una relazione stretta tra sviluppo socio economico di un territorio e democrazia, o meglio tra qualità della democrazia e sviluppo”. Inizia così una nota del coordinatore provinciale del Movimento Città Italia, Giorgio Massari.

Il movimento Città Italia, che riunisce numerose liste civiche e al quale aderiscono anche diversi sindaci, chiede un incontro al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, per sollecitare la fine della sospensione del dettato costituzionale sulle Province e perché il presidente della Regione  Sicilia restituisca le province alle loro funzioni di governo dell’area vasta e soprattutto alla loro dignità di soggetti democraticamente eletti e rappresentativi politicamente delle comunità locali.

Ecco il testo della nota a firma di Giorgio Massari:

“Lo sviluppo di un territorio non è mai un fatto monocromatico, ma vive della capacità di creare contesti partecipativi  solidali ed integrati in cui i vari attori dello sviluppo possono attivare relazioni virtuose e esaltare le proprie diversità. Lo  sviluppo è  dato  dalla capacità di governance propria della  società civile e degli attori economici , ma soprattutto dal government, cioè dalla capacità e possibilità di guidare lo sviluppo di un territorio da parte dei soggetti democraticamente eletti.

La nostra costituzione aveva giustamente pensato che l’architettura del governo locale si basasse sui comuni e sulle province. I primi come enti esponenziali e di governo dei territori comunali, le seconde come organi di governo e programmazione dell’area vasta con funzione di coordinamento e gestione di beni, strutture e servizi eccedenti i confini comunali.

Assistiamo in Sicilia e a Ragusa in modo particolare e da lunghissimo tempo, ad  una sospensione del dettato costituzionale e alla riduzione della democrazia locale a commissariamento eterodiretto, infinito e sempre più ramificato.

ll risultato è  quello di una provincia in declino, senza un progetto di sviluppo, incapace di cogliere e valorizzare la sua posizione e vocazione euromediterranea, come ci viene attestato dagli studi non solo del Sole 24 o  di” Italia oggi”, ma di recente anche da una ricerca  condotta in collaborazione tra l’Università di Roma Tor Vergata e della Lumsa, che pone la  provincia di  Ragusa al posto numero 89 su 107, con un accresciuto  divario economico e occupazionale,  peggiori servizi pubblici e un capitale umano più povero. Il dissesto idrogeologico a cui abbiamo assistito in questi giorni , con conseguenze tragiche per le cose e per le persone; la difficoltà di avere un sistema viario ed autostradale, portuale ed aereoportuale adeguato alle potenzialità del territorio, confermano quanto i dati ci mostrano.

Commissariamento della provincia, commissariamento dell’Irsap, depotenziamento della Camera di Commercio di Ragusa per accorpamento  a Catania e Siracusa, descrivono non solo la tragica  mancanza di istituzioni legate ai territori che possano coordinare e sostenerne lo sviluppo , ma rafforzano nei fatti la delegittimazione del processo democratico come metodo per decisioni più efficaci e valide per le comunità locali. Questi commissariamenti non solo ci impoveriscono, ma ci restituiscono una democrazia dimidiata, vuota, lontana dalla democrazia costituzionale.

Il nostro movimento “Città Italia” intende mettere in atto una azione di protesta, insieme ai sindaci del territorio, incontrando il presidente della Repubblica ed il capo del governo,  perché il presidente della Regione  Sicilia, restituisca le province alle loro funzioni di governo dell’area vasta e soprattutto alla loro dignità di soggetti democraticamente eletti e rappresentativi politicamente delle comunità locali”.