Padre e figlio rimessi in libertà, la lettera di Orazio Musumeci

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Bergamo, 05/11/2003 TRIBUNALE DI BERGAMO. ©Roby Bettolini

Il Tribunale del Riesame di Catania ha annullato l’ordinanza restrittiva e rimesso in libertà Orazio e Vincenzo Musumeci, padre e figlio, per un presunto episodio di usura nei confronti di un carrozziere modicano.

Il Tribunale del Riesame li ha rimessi in libertà. Sono assistiti dall’avvocato Giovanni Di Pasquale.

Adesso, Orazio Musumeci ha deciso di scrivere una lettera aperta.

Per tanti anni ho lavorato nella Guardia di Finanza. In questa vicenda, nonostante incensurati, siamo stati presi e sbattuti in prima pagina su tutti i giornali e su internet.
Il messaggio è passato negativo sui giornali e cioè che io e mio figlio Vincenzo eravamo sicuramente colpevoli. Solo che il processo si deve ancora fare. E’ stato consentito a centinaia di persone di offendere con commenti che ci dipingevano come delinquenti della peggiore specie. Mio figlio Vincenzo,, come me, è stato bersagliato da insulti e minacce e oggi non riesce a trovare più lavoro. La nostra fortuna è stata quella di avere un difensore di fiducia che ci ha creduti e il Tribunale del Riesame di Catania che ha capito che io e mio figlio siamo innocenti e ha ordinato l’immediata remissione in libertà. Resta ancora il processo durante il quale da uomini liberi potremo chiarire la nostra posizione”.