Bambini costretti ad andare a piedi a scuola. La denuncia di Chiavola e D’Asta

233

Un regolamento freddo e, per molti versi, cinico non tiene conto delle condizioni di viabilità e vivibilità delle zone rurali. Per questo, il regolamento in questione è oggetto della nostra attenzione sin dal 19 settembre scorso quando ad alcune decine di bambini residenti nelle campagne non servite dal servizio è stato inibito l’utilizzo dello scuolabus nonostante ci siano decine di posti vacanti nelle linee che girano per accompagnare i piccoli studenti nelle loro classi”. E’ il senso della denuncia che arriva dai consiglieri comunali del Pd di Ragusa, Mario Chiavola e Mario D’Asta, i quali sottolineano di essersi voluti affidare, prima di dare clamore mediatico alla cosa, alla via burocratica.

Che è stata lunga – aggiungono – e dobbiamo testimoniare che l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Gianni Iacono, si è voluto adoperare su questa vicenda considerando che, fuori dalla cinta urbana, percorrere a piedi poco meno di un chilometro e mezzo, perché è questa la distanza di cui parliamo, in condizioni di assoluta insicurezza, significa, per il sindaco, assumersi una gravissima responsabilità. Ci sono stati, finora, sei tentativi in Consiglio, tra cui interrogazioni a risposta scritta, emendamenti in bilancio, tutte le prove burocratiche e di iniziativa consiliare possibili e immaginabili, per cercare di risolvere la situazione e che, però, si sono scontrati contro un muro freddo, contro un cinico atteggiamento ostile, considerando, tra l’altro, che protagonisti di questa vicenda sono famiglie monoreddito che non hanno la possibilità di potersi impegnare economicamente più di tanto per garantire ai propri figli la possibilità di colmare la distanza, quel famoso poco meno di un chilometro e mezzo, non coperto dal servizio scuolabus. I bambini dovrebbero percorrerla a piedi questa distanza. Al freddo e al gelo? Correndo rischi non da poco visto che stiamo parlando di tratti di strada senza marciapiedi?”.

Chiavola e D’Asta aggiungono: “L’ultimo atto si consumerà martedì alle 17 in Consiglio comunale con l’auspicio, ma siamo certi che accadrà così, che la sensibilità di tutti i colleghi consiglieri consenta a un atto che risolverebbe il problema di essere votato positivamente. Così si permetterebbe a qualche decina di bambini territorialmente svantaggiati di potere fruire del servizio di scuolabus come è sempre stato in questi ultimi dieci anni. Infatti, il regolamento è sì del 2010 ma è stato applicato in maniera fredda e rigida soltanto adesso. Anche perché basta considerare il fatto che se questi bambini salissero sul pulmino, le condizioni di accordo economico con la ditta non cambierebbero di nulla poiché ci sono decine di posti vacanti. A meno che questa non sia stata la scusa per giustificare il taglio dell’orario di lavoro a parecchi autisti. Confidiamo, dunque, sul buon senso civico del sindaco e della maggioranza che lo sostiene per risolvere questa intricata vicenda e stigmatizziamo ogni cinico atteggiamento di chiusura ed avversione, purtroppo avvenuto in questi mesi a danno di minori e famiglie, costrette a rinunciare con difficoltà enormi ad un servizio che esiste e permette il normale diritto allo studio della scuola dell’obbligo così come garantito dalla Costituzione. E’ stato molto triste scoprire che qualcuno, seduto dietro la propria scrivania, completamente non consapevole delle problematiche che investono i residenti delle frazioni rurali, abbia potuto decidere di far sì che alcuni bambini che frequentano la scuola dell’obbligo possano mettere a rischio la propria incolumità e quella dei loro genitori che li accompagnano solo perché la distanza della loro abitazione fuori dal centro abitato risulta essere non superiore a un chilometro e mezzo”.