Riprendono le attività pastorali, via libera anche alla catechesi

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Intervista a mons. Cuttitta

Le attività pastorali e di catechesi potranno riprendere nel rispetto delle indicazioni mirate a prevenire il diffondersi della pandemia. Lo ha disposto il vescovo, monsignor Carmelo Cuttitta, con un decreto, cofirmato dal cancelliere don Paolo La Terra, che integra anche nuove norme in merito alla reintroduzione dei cori durante le funzioni religiose e il distanziamento dei congiunti in chiesa. Ai parroci e ai sacerdoti sono state trasmesse le linee guida da seguire. A tutti è raccomandato un ulteriore contributo in termini di responsabilità e attenzione.

«Questo momento così delicato di ripartenza – afferma monsignor Cuttitta – è stato tanto desiderato e atteso. Ognuno, nella sua condizione e nel suo ruolo, è chiamato ad esercitare una attenzione consapevole e una premurosa sollecitudine, nell’ottica della corresponsabilità ecclesiale, affinché le attività catechistiche e associative dei più piccoli, insieme alla bellezza delle celebrazioni, possano riprendere in modo sicuro e sereno. In questo – conclude il vescovo – ci assista la benevola intercessione della Santa Madre di Dio».

In dettaglio, il decreto prevede, la possibilità di riprendere la catechesi e le altre attività di gruppi, associazioni, movimenti e oratori, realizzate in locali della parrocchia o nella sua disponibilità, nel rispetto di precise indicazioni. I parroci, inoltre, dovranno far compilare e firmare i moduli della scheda di iscrizione, della informativa sulla privacy e sulle informazioni particolari; spiegare e sottoscrivere insieme con i genitori il patto di corresponsabilità reciproca CoVid 19; attivare incontri di formazione destinati agli operatori pastorali (catechisti, animatori, educatori) sulle norme di prevenzione e sicurezza relative all’emergenza CoVid-19.

Durante le funzioni religiose e gli eventi di natura religiosa sarà inoltre possibile la reintroduzione dei cori.I componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno un metro e almeno due metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti.

Infine, durante lo svolgimento delle funzioni religiose non saranno più tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi e/o svolgono vita sociale in comune. Rimane però invariato il numero massimo di fedeli che è possibile ammettere in relazione alla capienza della chiesa.

Restano in vigore tutte le altre norme contenute nei decreti precedenti e, in particolare, quelle riguardanti la sospensione delle processioni e del conferimento del sacramento della Confermazione.

«È necessario – aggiunge il vescovo nella premessa alle linee guida – tenere un atteggiamento equilibrato: è bene non sottovalutare il rischio di contagio, ma neanche farsi paralizzare dalla paura. Adottare le necessarie misure di prevenzione permette lo svolgimento di attività educative in sicurezza».

Nelle linee guida si fa, tra l’altro riferimento alle capienza massima di ogni aula e alla disposizione dei posti a sedere (tale da garantire sempre la distanza interpersonale di un metro); alle modalità di entrata e uscita (tali da evitare la formazione di assembramenti); agli accorgimenti di tipo sanitario (non potrà prendere parte agli incontri chi ha temperatura corporea superiore ai 37,5°C o altri sintomi influenzali; chi è in quarantena o in isolamento domiciliare; chi è entrato in contatto con una persona affetta da CoVid-19 nei 14 giorni precedenti); all’uso della mascherina (negli ambienti della parrocchia sarà sempre indossata); al rispetto delle norme igieniche (lavarsi o igienizzarsi spesso le mani; tossire nel gomito o su un fazzoletto; non toccarsi il viso, arieggiamento dei locali e pulizia e igienizzazione di tutte le superfici).