Ragazzina della provincia iblea salvata a Catania dopo un’emorragia cerebrale

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Immagine di repertorio

Una undicenne della provincia di Ragusa, a fine settembre, stremata da due giorni di vomito e cefalea, era arrivata al pronto soccorso dell’ospedale di Modica. La Tac aveva evidenziato una grave emorragia cerebrale e un altro episodio emorragico sarebbe stato probabilmente fatale.

I medici di Modica così, avevano contattano subito la neurochirurgia dell’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania che con i neuroradiologi, a loro volta allertati, aveva concordato il trasferimento. Così la ragazzina era stata trasferita in elisoccorso. Dopo un rapido consulto tra neurochirurghi, neuroradiologi e rianimatori, la piccola era stata portata in sala angiografica dove l’esame aveva confermato la gravità del quadro evidenziato alla Tac: era emerso una micro malformazione artero-venosa in una regione fortemente importante per la sfera della memoria e dell’umore: l’ippocampo-paraippocampo.

I rischi di un intervento erano enormi, ma era l’unica strada per evitare il peggio. Dopo una lunga riunione di studio con i neurochirurghi, veniva concordato un primo approccio neuroradiologico endovascolare (con minutissimi microcateteri dalla regione dell’inguine si arriva nei piccoli vasi cerebrali) e poi, riuscito questo e per stabilizzare il risultato, un secondo di radioterapia stereotassica.

Dopo l’intervento la ragazzina è stata ricoverata in unità di rianimazione, e poi ha trascorso gli ultimi giorni di convalescenza, in buona salute, in unità di pediatria, dove la mamma le è potuta stare vicino.