Ragusa, GdF e Polizia provinciale scoprono carrozzeria abusiva

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I militari della Compagnia di Ragusa, congiuntamente agli ispettori del Nucleo Ambientale della Polizia Provinciale, hanno individuato un garage dove era stata allestita una avviata attività di officina e autocarrozzeria, attrezzata con macchinari e utensili professionali, in cui le lavorazioni di riparazione e verniciatura venivano svolte in maniera completamente abusiva, in violazione delle leggi ambientali e delle norme a tutela della salute. I due titolari sono risultati, tra l’altro, percettori del Reddito di Cittadinanza. L’operazione ispettiva posta in essere trae origine dalle attività di osservazione e controllo economico del territorio svolte dai finanzieri, durante le quali è stata rilevata una considerevole movimentazione di veicoli in ingresso e in uscita da un garage, ubicato al piano interrato di una palazzina della zona commerciale di Ragusa. Successivamente, tramite il monitoraggio anche del noto social network “Facebook”, è stata constatata la promozione dell’attività da parte dei gestori, mediante la pubblicazione di foto ritraenti lavori di carrozzeria effettuati su varie autovetture di clienti. Gli ulteriori approfondimenti hanno consentito di accertare che l’autocarrozzeria operasse in assenza della prescritta iscrizione nel registro delle imprese e dei previsti titoli autorizzativi, anche di natura ambientale. Pertanto, sulla scorta degli elementi informativi raccolti, i finanzieri e gli ispettori della Polizia Provinciale sono intervenuti constatando la completa abusività dell’attività commerciale e la presenza di scarti di lavorazione, quali solventi e vernici, nonché 11 autovetture in pessimo stato di conservazione e parti di esse in completo abbandono che, qualificandosi come rifiuti speciali, violavano le normative preposte alla tutela dell’ambiente e della salute umana. Infatti, l’attività di riparazione e verniciatura degli autoveicoli comporta la produzione di fumi e vapori particolarmente nocivi, per la cui gestione, al fine di scongiurare emissioni incontrollate nell’atmosfera, si rende necessaria l’adozione di particolari sistemi di filtraggio e la preventiva autorizzazione prevista dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006). Inoltre, la gestione dei rifiuti speciali, derivanti dalle attività imprenditoriali, deve avvenire secondo modalità che ne garantiscano la completa tracciabilità ed il loro smaltimento può essere effettuato esclusivamente da parte di impianti di recupero appositamente autorizzati. Al fine di interrompere una condotta potenzialmente pericolosa per la salute umana e la salubrità ambientale, gli operanti hanno proceduto al sequestro dell’intero locale, dell’attrezzatura utilizzata e dei rifiuti speciali rinvenuti, deferendo i titolari alla locale Procura della Repubblica per la violazione alle norme del Testo Unico Ambientale. Inoltre, considerato che da successivi accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle i due gestori dell’attività abusiva sono risultati percettori del Reddito di Cittadinanza, sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi, in collaborazione e sinergia con la Direzione Territoriale dell’I.N.P.S., volti a verificarne la titolarità, ai fini dell’eventuale decadenza della misura assistenziale. In questo quadro e nel critico contesto sanitario ed economico causato dell’epidemia da COVID-19, l’attività portata a termine testimonia la particolare attenzione riposta dalle Fiamme Gialle iblee nel contrasto di questi fenomeni, grazie allo sviluppo di specifici e quotidiani servizi finalizzati al controllo economico del territorio ed al monitoraggio delle attività imprenditoriali che presentano profili di rischio, a garanzia della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, a salvaguardia della salute umana e dell’ambiente, nonché a tutela degli operatori che conducono nel rispetto delle regole le proprie attività commerciali, nonostante il periodo emergenziale.