Unione italiana ciechi, visita guidata alla Grotta delle Trabacche

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Trekking e sensorialità. La natura è per tutti. Anche per ciechi e ipovedenti. E’ questo il messaggio lanciato nel corso della prima attività in presenza promossa dall’Uici di Ragusa che, dopo il lungo periodo di lockdown, assume un significato molto particolare. Un gruppo di associati, infatti, attraverso il supporto di guide specializzate, ha avuto l’opportunità di rendersi protagonista di una visita guidata alla grotta delle Trabacche, in contrada Buttino, alla periferia della città di Ragusa. Stiamo parlando dell’ipogeo funerario che, risalente al IV-V secolo dopo Cristo, è formato da circa 80-90 arche per la sepoltura. “Abbiamo voluto ripartire, dopo un anno e mezzo di fermo – spiega il presidente Uici Ragusa, Salvatore Albani – con le nostre attività. Percorrere questi tragitti, ascoltare i suoni della natura, riscoprirla attraverso la percezione tattile magari toccando le rocce calcaree del sito, è qualcosa di eccezionale che un tempo costituiva la nostra normalità e che, adesso, ci mancava davvero. Ecco perché ci siamo voluti scommettere ulteriormente con questa prima iniziativa che costituisce il passo d’avvio di un percorso, legato alla riscoperta di altri siti speciali del nostro territorio, che ci accompagnerà sino all’inizio dell’autunno. Ringraziamo le guide che ci hanno fornito l’opportunità di espletare questo percorso al meglio e in piena sicurezza”. Una delle guide naturalistiche, Giuseppe Carnemolla, ha spiegato: “Ci ritroviamo ad immergerci in luoghi che, come la grotta delle Trabacche, rappresentano l’esempio più evidente di come l’uomo e la natura, in un lontano passato, vivessero in assoluta empatia. E’ stato e sarà molto stimolante interfacciarci con gli associati dell’Uici per permettere loro di fare conoscere i luoghi più suggestivi della nostra zona da una prospettiva sensoriale non comune ma che ci permette di comprendere quanto gli elementi naturali possano apportare beneficio a tutti”.