Tromba d’aria, Modica chiede lo stato di calamità

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Il Comune di Modica ha richiesto ufficialmente, attraverso il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, lo stato di emergenza e calamità naturale a seguito dell’ondata anomala di maltempo che ha flagellato larghe porzioni del territorio rurale. Un’azione dovuta dopo aver constatato gli enormi danni subìti da centinaia di case e aziende nei territori compresi tra le C.de Serrameta, Bosco, S.Elena e Frigintini. Sui luoghi ieri era arrivato anche il Presidente della Regione, Nello Musumeci, per portare la sua vicinanza alla popolazione colpita e garantire un pronto ristoro che consenta la ricostruzione di tutte quelle strutture che, di fatto, oggi non esistono più. “Un evento atmosferico di una violenza mai vista nelle nostre zone – commenta il Sindaco Abbate – che è costato la vita ad un nostro concittadino e ha devastato i sogni ed i progetti di migliaia di persone. A 24 ore di distanza stiamo cercando di fare un resoconto dettagliato dei danni attraverso la compilazione di un modulo scaricabile dal sito del Comune e inviando le foto al numero 3313040133. Inoltre stiamo continuando a pattugliare le zone colpite per raccogliere testimonianze dirette in modo da redigere un dettagliato resoconto e fornire aiuto dove richiesto. Al momento è difficile quantificare l’ammontare del disastro ma sicuramente parliamo di centinaia di abitazioni private e diverse aziende. Dove è passata la tromba d’aria oggi non esiste più nulla, solo macerie. E’ nostro dovere di Amministratori far sentire la vicinanza alle persone colpite che, oltre al dolore del momento, dovranno fronteggiare nel breve termine infiniti problemi logistici”. Dalla prossima settimana verranno installati due grandi punti di raccolta dove i cittadini potranno andare a depositare ogni tipo di materiale ripulito dalle proprie abitazioni. Inoltre passeranno sul territorio gli operai di 16 ditte private a togliere detriti, alberi e quant’altro per liberare le strade e consentire un più rapido intervento di ripristino dei luoghi.