Le sfide e le lotte quotidiane delle donne camerunesi

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Sono Annique, una camerunese di 34 anni, motivatrice e attivista per l’uguaglianza e i diritti dei bambini con disabilità e delle donne.

Il mio obiettivo è che a tutti i bambini nati con una particolarità vengano assicurati il diritto alla vita, assistenza sociale, psicologica e sanitaria, educazione.

È fondamentale aiutare le donne a essere consapevoli della presenza di un problema, chiedere e accettare aiuto per la loro salute mentale.

Con il boom dei social media, ci sono stati molti cambiamenti: si parla di temi come i diritti civili di donne e bambini, ma ci sono ancora argomenti tabù come la sottile manipolazione da parte della comunità. C’è disinformazione su temi delicati come: incesto, violenza domestica, diritti di custodia dei figli e di divorzio per le donne.

La società non è pronta a cambiare perché non è attenta alle difficoltà di chi ha una disabilità, delle madri single, delle vedove. L’accettazione della vulnerabilità delle donne, il loro diritto ad essere libere di decidere per il proprio futuro senza essere giudicate in materie delicate e personali, sono concetti da approfondire.

Conviviamo con la paura dell’opinione degli altri sulle nostre decisioni ed è così che il benessere delle donne viene per ultimo. Siamo così schiave di questo modo di pensare che anche quando scappiamo alla ricerca di una nuova vita, restiamo sempre influenzate dalla mentalità di questa società che ci ha rubato tutto.

Il mio sogno è creare una fondazione in memoria di mia figlia, vittima di questa ingiustizia, per poter aiutare questi bambini “diversi”, come mi piace chiamarli, con l’aiuto di Dio e di tutte le persone che crederanno in questa causa, nella speranza che le madri di questi bambini possano avere l’aiuto di cui hanno bisogno per accompagnarli verso un futuro migliore.

 

Annique Ndonho