Seicento famiglie rischiano di rimanere senza casa in provincia di Ragusa

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Immagine di repertorio tratta dal web

“Chiedere con forza al Governo di avanzare le soluzioni per la sofferenza abitativa, diventata una vera e propria emergenza sociale anche in provincia di Ragusa”.

Con questo obiettivo si è aperta la stagione di mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet e Uniat che in tutta Italia si mobilitano, con proposte unitarie.

L’iniziativa nasce da una forte preoccupazione dovuta alla mancanza di politiche abitative strutturali.

Dopo la pandemia e la ripresa delle esecuzioni degli sfratti sono circa 600 i nuclei familiari che in provincia di Ragusa rischiano di rimanere senza casa.

Martedì 22 marzo alle 14 si terrà un presidio al Ministero delle Infrastrutture che si concluderà con la consegna del documento unitario.

Un’alleanza tra sindacati confederali e sindacati dell’abitare con un testo dalle proposte avanzate che non ha precedenti nelle lotte per il diritto alla casa e con la volontà di allargare e costruire insieme un percorso anche ad altre realtà sociali e del terzo settore verso una vertenza sempre più ampia.

Il Governo deve rispondere alle 866 mila famiglie italiane povere che, secondo l’Istat, vivono in affitto e che corrispondono al 43% del totale delle famiglie in povertà assoluta.

“In Italia abbiamo il dovere di rispettare i diritti umani delle persone garantendo a tutti, commentano i responsabili sindacali confederali e quelli del sindacato che tutela il diritto alla casa, il passaggio da casa a casa attraverso l’implementazione di alloggi pubblici e a canoni sostenibili.

Il PNRR e la legge di Bilancio hanno disatteso le aspettative e ora è tempo che questo Governo raccolga le istanze e riavvii una stagione di partecipazione con le parti sociali per intervenire sulla sofferenza abitativa che è impossibile negare e per la quale dobbiamo lavorare congiuntamente per trovare delle soluzioni atte ad evitare uno scontro sociale.”