Il testamento di Concetta Scribano: “Mi raccomando, continuate”

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Nella Cattedrale di Ragusa, questa mattina, è stato dato l’ultimo saluto a Concetta Scribano, scomparsa ieri a 89 anni. Insegnante elementare amatissima, instancabile animatrice di tante opere di carità, l’Avo, l’Aido, il Vo.Cri. Il rito, senza la messa essendo venerdì santo, ha avuto come centro la Parola di Dio, il vangelo in cui Gesù dice “Ho avuto fare e mi avete dato da mangiare…”. Padre Cabibbo, assistente spirituale del Vo.Cri., ha detto: “Proprio questa parola che ci conforta, penso di non esagerare, mi parola rivolta a lei. Il Signore dice: vieni, benedetta dal Padre mio, ricevi il regno promesso”. Una coincidenza, la morte nel giorno del giovedì santo, “il giorno in cui Cristo si offre come estremo atto amore, consegnandosi come vita della nostra vita… Mi sembra proprio di non esagerare nel dire che così come per Gesu, la cui vita è stato il corpo mangiato, anche la vita di Concetta è stata una vita mangiata da tante persone che hanno potuto gustare la sua bontà, la sua generosità, il coraggio: perché niente e nessuno poteva fermarla”. Il sacerdote ha ripercorso oltre 50 anni di attività di Concetta, maestra, dirigente scolastica; ispirò i primi passi dell’Avo (l’associazione volontari ospedalieri) e dell’Aido (l’associazione donatori organi) a Ragusa. Poi il ricordo dell’Azione cattolica, nell’intervento in cui è stato sottolineato il profondo legame con la sorella, scomparsa a fine marzo. Il comune amore per la Chiesa, “che avete amato e servito per tutta la vita”, l’impegno concreto, fino all’ultimo. È stato il presidente del Vo.Cri, Salvatore Criscione, a portare il grazie dell’associazione nata dall’intuizione e dall’impegno di Concetta Scribano. “Mi diceva, non posso fare a meno di pensare – ha detto Criscione -. Era una mente effervescente, la cui azione a servizio degli ultimi era animata da una profonda religiosità, vissuta con le Figlie di Sant’Angela Merici”. Il Vo.Cri. come “sua creatura: l’ha pensata l’ha voluta, sostenuta fino in fondo,

fino agli ultimi giorni. Ha detto a Giancarlo (un volontario): mi raccomando, continuate…”. Un impegno che, è stato ribadito nel corso della celebrazione, proseguirà, perché quel gruppo nato da cinque bambini che non riuscivano ad apprendere a scuola, aiutati con il doposcuola, è divenuto oggi una realtà preziosa per tante famiglie in difficoltà (la distribuzione di indumenti, il sostegno per tante situazioni di povertà, il pane del giorno prima). Infine il ricordo dei nipoti, con le ultime parole: “Vulitivi beni”. E il grazie ai volontari e a chi raccogliendo questa straordinaria testimonianza di umanità e di spirito evangelico continuerà la sua opera.