“Mi fate tornare sindaco…”. E se Nello lo facesse davvero?

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“Mi fate ritornare sindaco…”. Nella foga di un discorso a difesa dei fondi per Ibla, con un tira e molla con la maggioranza regionale che sembrava cancellarli, insieme a quelli di Ortigia in favore della sola Agrigento, lo spirito battagliero da primo cittadino è venuto fuori coma una sorta di lapsus.

Nello Dipasquale, deputato regionale del Pd, è andato giù duro, in aula, a Palermo, contro quei comuni che hanno “gravato sulle casse della Regione”. A differenza di Ragusa che già dal 2006 ha stabilizzato i precari caricando i costi sull’ente locale. Ragusa tra i “comuni che hanno saputo amministrare e che hanno pensato a risolversi i problemi loro”.

La legge su Ibla, ‘riserva’ di fondi che risale al 1981, per Dipasquale non può essere ritenuta un privilegio. “Dobbiamo sentirci come quelli che si stano rubando qualcosa? Questo non riesco ad accettarlo… i soldi per Ibla sono soldi veramente spesi e sono sotto gli occhi del mondo spesi; e spesi bene, sfido chiunque a dimostrare cose diverse”.

Un intervento acceso, tanto che risponde a un collega chiamandolo “consigliere”. Il lapsus da sindaco. E se ci ripensasse, Nello Dipasquale, a fare il primo cittadino a Ragusa?

Ad oggi è chiaro l’orientamento di una sua ricandidatura alla Regione. E i margini di riuscita sono ampi. Ma non si sa mai. Per le Regionali si vota in autunno, mentre per le comunali se ne parlerà nella primavera del prossimo anno. Quasi scontata la ricandidatura di Peppe Cassì, che ovviamente dovrà sciogliere una serie di nodi attualmente interni: primo tra tutti il ruolo di Ciccio Barone, che – a 50 anni suonati – vuol diventare ‘grande’. Un altro quinquennio in secondo piano, per poi puntare a quel posto da primo cittadino che sogna da ragazzo?

Nel centrosinistra, evaporato in consiglio comunale (al pari di tutte le altre formazioni politiche e liste civiche eccezion fatta per i Ciccio boys). I 5 stelle inesistenti sul piano dell’opposizione, il Pd che con Chiavola e D’Asta fa il minimo indispensabile, un Partito democratico al limite dell’inesistenza nel dibattito pubblico dovranno pur farlo un nome Sarà uno scontro tra i due Peppe, Cassì e Calabrese? Il centrosinistra ha tanto di cui discutere e dovrà iniziare a farlo a breve se vuole metter su un’alternativa possibile alla politica ologramma dell’amministrazione uscente.

Dipasquale guarda a Palermo, ma – Ragusa – in ogni caso, resta la ‘piazza’ in cui può spendere tanti ‘bonus’ accumulati in anni di politica sia locale che regionale.

A volte ritornano? Vedremo.