Trasformare la Fascia Trasformata: un progetto per generare futuro

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Nel corso della riunione del Consiglio territoriale per l’immigrazione, riunitasi alla presenza del prefetto di Ragusa, Giuseppe Ranieri, del vice prefetto Gabriele Barbaro, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, e dei rappresentanti di Enti e Associazioni impegnati, a vario titolo, sui temi delle migrazioni, abbiamo presentato il nostro progetto Trasformare la Fascia Trasformata, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD. Un progetto che per la prima volta vede l’unione di quattro realtà da molti anni impegnate sul territorio: associazione I Tetti Colorati Onlus (capofila), Cooperativa Proxima, Cgil, Associazione Altro diritto Onlus. Quattro associazioni che operano in dialogo tra loro e contestualmente con le istituzioni, con la popolazione locale, con le lavoratrici, i lavoratori e le imprese al fine di trasformare le modalità di produzione e gli stili di vita attualmente presenti.

«Obiettivo – ha spiegato Valentina Distefano, presidente dell’associazione I Tetti Colorati ONLUS – è quello di coniugare una maggiore consapevolezza dei propri diritti da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, l’acquisizione di prassi alternative e corrette da parte delle aziende, una maggiore corresponsabilità da parte della cittadinanza nei propri stile di vita e di consumo, restituendo compattezza a un territorio frammentato e marginalizzato».

«Le quattro realtà – ha aggiunto Vincenzo La Monica, coordinatore del progetto -, con i propri operatori, formano una Comunità di operatori progettuali che ragiona e opera su una visione comune, coordinata e armonica. La strategia d’intervento agisce su tre direttrici che rispondono alle principali criticità riscontrate sul territorio. La prima pone al centro degli interventi la promozione dell’inclusione sociale e comprende un’attività di educativa territoriale diffusa e l’inserimento abitativo secondo la metodologia dell’Housing First, l’orientamento socio sanitario rivolto a donne e iniziative per facilitare e sostenere la mobilità. Un servizio di accompagnamento verso un miglioramento delle condizioni per le famiglie coinvolte, promuovendo la loro partecipazione verso l’autonomia e il riscatto.

«In particolare – ha spiegato Ausilia Cosentini, referente per questa area -, gli interventi dell’équipe professionale sono incentrati su una serie di sostegni: alla famiglia, scolastico, educativo. In un contesto in cui i luoghi dell’abitare sono spesso indistinti da quelli del lavoro, è previsto un intervento per favorire l’accesso di singoli e nuclei familiari ad abitazioni dignitose, attraverso anche un aiuto economico con compartecipazione crescente, secondo tempi condivisi e correlati agli obiettivi lavorativi».

La seconda direttrice di azioni punta alla riqualificazione delle filiere florovivaistiche e agroalimentari con attività di studio e di sostegno alle filiere agro-alimentari che possano garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

«Nello specifico – ha chiarito Peppe Scifo impegnato in quest’area d’interventi -, si provvederà a: censire le principali filiere esistenti nella zona del ragusano e i diversi canali di commercializzazione, nel percorso che va dalla produzione ai diversi contesti della distribuzione; valutare le condizioni che le filiere determinano e impongono ai produttori per commercializzare il loro prodotto; esaminare le differenze tra i diversi circuiti; mappare certificazioni e marchi etici di qualità. L’obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo di filiere che garantiscano i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici senza sfruttamento, con rispetto dei contratti collettivi, il riconoscimento di giusti prezzi ai produttori, il reinserimento lavorativo dei lavoratori sfruttati».

Una terza area d’interventi mira a innescare processi di miglioramento per una vivibilità sostenibile dei lavoratori e delle famiglie.

«In un territorio sfigurato dall’abbandono indiscriminato di rifiuti – dice Alessia Gambuzza, referente per questa area -, tutor ambientali s’impegnano ad accompagnare i destinatari del progetto verso prassi adeguate, a partire dalla raccolta differenziata e dalle idonee modalità di conferimento dei rifiuti. Un lavoro su un doppio fronte, finalizzato a sollecitare e sostenere la necessaria rimozione di rifiuti di tipo domestico e aziendale per migliorare a breve termine le condizioni di salubrità della zona interessata, per giungere a successive più sostanziali soluzioni».

L’istituzione della ‘Rete aperta anti-degrado ambientale Ragusa’ mira a coinvolgere enti territoriali, imprenditoriali, sindacali, del terzo settore per la promozione di un Tavolo Ambiente in Prefettura favorendo così una presa di coscienza del degrado diffuso e l’attivazione di azioni concrete di prevenzione e di reazione.