‘Ciao ciao’ Spiga verde: Ragusa perde il riconoscimento della FEE

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Ragusa perde la Spiga Verde. Oggi l’annuncio ufficiale.

Dopo le Bandiere Blu è come di consueto il turno delle Spighe Verdi. È il programma nazionale della Fee – Foundation for Environmental Education, l’organizzazione che appunto rilascia nel mondo il riconoscimento per le località costiere, pensato per guidare i comuni rurali, passo dopo passo, nella scelta di strategie virtuose di gestione del territorio in un percorso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità.

La Sicilia scompare: c’era solo Ragusa, che ha perso il riconoscimento. La motivazione tuttavia non è legata alla mancanza dei requisiti, ma a una ‘svista’ degli uffici di Palazzo dell’Aquila. Nei fatti, per questioni di incomprensioni tra uffici, non è stata presentata la domanda alla FEE. Sono in corso delle verifiche per appurare quanto accaduto.

All’evento di presentazione di oggi sono state annunciale le 63 le località coinvolte.

Nel 2021 erano 59, dunque fra le tre uscite e i sette nuovi ingressi c’è un saldo positivo di quattro località. A entrare in questa settima edizione sono Ascea (Campania), Crosia (Calabria), Ginosa (Puglia), Norcia (Umbria), Pietramontecorvino (Puglia), Sanremo (Liguria) e Scheggino (Umbria). Non sono invece confermati i centri di Gioria dei Marsi e Giulianova, entrambi in Abruzzo, e Ragusa (Sicilia).

Ma come si diventa comuni Spighe Verdi? Per portare le località rurali alla graduale adozione dello schema Spighe Verdi, la Fee Italia ha condiviso con Confagricoltura un gruppo di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità.

Si va dalla partecipazione pubblica all’educazione allo sviluppo sostenibile passando per il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura. E ancora, non secondaria, la qualità dell’offerta turistica, l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con attenzione alla raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio. Senza dimenticare la cura dell’arredo urbano e l’accessibilità per tutti, senza limitazioni. Confermato anche quest’anno tra i parametri AGRIcoltura100, realizzato da Confagricoltura e Reale Mutua, un indicatore che premia le aziende sostenibili. Del gruppo di lavoro fanno parte diversi enti istituzionali, tra i quali il ministero delle Politiche agricole, quello per il Turismo e quello della Transizione ecologica, l’Ispra e Confagricoltura.