Caffè corretto: la tenacia del dialogo vince sempre

809
“Il cartello è stato tolto. Oggi sono stato definito un presidente sempliciotto. È vero: credo di esserlo.
Forse dovrei essere meno dialogante e accogliente. Però mi hanno insegnato che la strada del dialogo e del confronto deve essere sempre percorsa laddove è possibile.
Ho preso tre caffè. Non ce la posso fare”.
Andrea Ragusa è presidente di Arcigay da alcuni mesi. Ma il tratto della sua persona, lo stile determinato e pacato, sempre rispettoso ma mai arrendevole, sono già patrimonio del movimento e, di certo, lo saranno anche del territorio.
La cronaca è circolata sui social per tutto il giorno, tv, giornali on line, un gran baccano per un’uscita a dir poco scioccante.
Un bar di Modica ha esposto un cartello. Non roba estemporanea, ma proprio stampato con tanto di lavoro grafico: caffè a 0,70 per le donne, 0,80 per gli uomini, 0,75 per le persone Lgbt+. Allucinante! E, com’è giusto che sia, il presidente Ragusa e il vice presidente Micilotta hanno stigmatizzato una trovata ingiustificabile. In Tv il titolare ha provato a spiegare che non si tratta di omofobia, ha ripetuto frasi che ormai sentiamo come un mantra che non ce l’ha con LORO ecc… Insomma, un pastrocchio dopo l’altro.
Ma è il passo successivo, quello di Andrea Ragusa, che ha vinto su tutto. Ha preso l’auto, da Scicli, sua città, si è recato a Modica, a prendere un caffè. Un dialogo sereno, pacato, competente, di cuore, come Andrea ci ha abituati in questi mesi.
Un passo che potrebbe apparire semplice, ma che ha una rivoluzionaria portata educativa:
sì alle esternazioni, ai post infuocati, allo sdegno (guai se mancassero, ci vogliono sempre!), ma oggi, più di tutto, ci vuole chi sceglie di accompagnare tutto questo con l’incontro faccia a faccia. Per smontare, con la perseveranza del dialogo, stereotipi, essenzializzazioni, pregiudizi.
Dialogare è un farsi carico di sostenere un cambiamento possibile e necessario. Le bandiere arcobaleno spuntate nei locali dei privati a Scicli dopo che il sindaco l’ha rimossa dal palazzo comunale, il ‘caffè corretto’ di oggi sono ottimi segnali di cui, la nostra comunità, ha profondamente bisogno.