‘Riaprite pediatria a Ragusa’. Nuove iniziative di sensibilizzazione

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Le mamme ragusane che si sono organizzate in gruppo per chiedere la riapertura di Pediatria all’ospedale Giovanni Paolo II non mollano la presa. E, anzi, rilanciano grazie al sostegno ricevuto da numerose persone. Tra queste, anche il grafico Davide Roberto Franco e l’imprenditore Andrea Licitra, che si occupa tra l’altro di pubblicità anche attraverso la collocazione di cartellonistica sul territorio cittadino, i quali, grazie alle loro competenze, hanno fatto sì che venisse rielaborata una nuova immagine della mascotte Hulkino, con tanto di biberon, e realizzata una campagna pubblicitaria già visibile in buona parte della città. “Non sappiamo come ringraziarli – sottolineano le mamme – perché hanno dimostrato di avere a cuore la nostra battaglia. E, allo stesso tempo, merita di essere sottolineato il fatto che in molti si sono avvicinati a noi, sostenendoci e invogliandoci a portare avanti quella che riteniamo una sacrosanta protesta. Ringraziamo, tra l’altro, Novantesimo minuto e Nea Autoricambi che per l’occasione ci sono stati vicino e invitiamo altri a sostenerci. I nostri contatti si trovano su Facebook e sui cartelloni in questione. Purtroppo, per quanto riguarda i diretti interlocutori, vale a dire i vertici dell’Asp, non abbiamo ancora ricevuto risposte certe. Ma non disperiamo. Hanno annunciato un altro bando: comunque, un segnale di attenzione. Quindi, non disperiamo. E abbiamo già in scaletta, nelle cose da fare, la richiesta di un incontro proprio con i vertici in questione per vederci più chiaro. Diciamo, inoltre, che speriamo di vedere crescere ulteriormente il nostro gruppo, favoriti in ciò dalla ricaduta mediatica che la nostra azione ha avuto, e, anzi, a tal proposito diciamo grazie pure a tutte le testate giornalistiche che si sono occupate di noi, e auspichiamo che si possa arrivare a raggiungere quella meta da tutti ambita e che serve solo a garantire un servizio all’altezza della situazione a tutti i nostri bambini che hanno, speriamo il meno possibile, bisogno”.