
Non tutti sanno che a Comiso, in una stradina secondaria nascosta al transito veicolare, esiste una chiesetta conosciuta come “San Giusippuzzu”.
Il nome per esteso, in realtà, è San Giuseppe lo Sperso, ed è un bene storico, monumentale e religioso recuperato grazie alla fede e alla passione dei parrocchiani della Madonna delle Grazie. La chiesetta risale probabilmente alla seconda metà del ‘600 quando il borgo di Santa Croce, oggi Santa Croce Kamerina, dipendeva da Comiso ed era un punto di riferimento importante per gli scalpellini e gli intagliatori che lavoravano nelle cave di pietra di comiso situati nelle vicinanze. Venne ricostruita nel 1730, dopo il devastante terremoto del 1693 che devastò molte città siciliane, fu citata anche nel libro di Salvatore Fiume, “Comiso viva”, per poi cadere nell’oblio. Ma nel 1997, come per miracolo la chiesetta di San Giusippuzzu venne riscoperta e in 100 giorni fedeli e maestranze locali d’eccellenza come Saverio Ricordi, si occuparano del restauro con l’autorizzazione della Soprintendenza di Ragusa e della allora responsabile, la dott.ssa Fulvia Caffo e con l’ausilio di una ditta di Militello.
Oggi la chiesa di San Giuseppe Lo Sperso è aperta quasi h24 grazie alla devozione dei fedeli che si occupano della guardianìa facendo i turni. Si tratta dunque di un bene religioso che può arricchire anche un eventuale persorso dedicato al turismo religioso e ancor più alla conoscenza sull’uso della pietra di Comiso con la quale, nei secoli, è stata costruita gran parte della città di Comiso.
