
Sta circolando sui social e soprattutto su WhatsApp un brano musicale in dialetto siciliano che racconta, con tono ironico, la figura del sindaco di Vittoria, Ciccio Aiello, che nei giorni scorsi ha riconfermato la sua candidatura a Sindaco (per l’ottava volta)
Il brano, chiaramente generato con strumenti di intelligenza artificiale, si presenta nello stile della musica popolare siciliana contemporanea, con due voci — una femminile e una maschile — accompagnate da una base strumentale moderna. Il risultato è un mix tra satira, racconto popolare e sperimentazione digitale che sta attirando curiosità e condivisioni.
La canzone si apre con una frase già diventata virale tra gli utenti:
“ora iu vi contu a storia di lu sinnicu i Vittoria, si criria lu patri eternu di stu puostu ca è n’infernu”
(ora vi racconto la storia del sindaco di Vittoria. Si credeva il Padre eterno di questo posto che è un inferno).
Nel prosieguo del brano non mancano riferimenti diretti e pungenti alla lunga esperienza amministrativa del sindaco:
“da una vita c’è assittatu (facendo riferimento alla poltrona) nda stu postu svinturatu, ma a iddu ci pari bellu pirchì eni Cicciu Aiello”. (da una vita è seduto su quel posto sventurato, ma a lui sembra bello perché è Ciccio Aiello).
Il pezzo, però, cambia registro nel ritornello, che è già un tormentone:
“Cicciu Aiello! Cicciu Aiello! fari u sinnicu è bellu fari sempre ancora lu sinnuci i Vittoria”
(Ciccio Aiello! Ciccio Aiello! fare il sindaco è bello. Fare sempre, ancora, il sindaco di Vittoria).
Proprio questa parte più ritmata e orecchiabile ha scatenato i commenti online: c’è chi la interpreta come satira politica e chi, con un pizzico di ironia, suggerisce addirittura di utilizzarla come jingle ufficiale in campagna elettorale.
Al momento non si conoscono gli autori del brano né il sistema AI utilizzato per la sua generazione. Resta il fatto che la canzone sta già alimentando curiosità e discussioni, tra musica popolare, tecnologia e politica locale.
E chissà che, dopo questa improvvisa viralità, qualcuno non decida davvero di rivendicarne la paternità.
