
Il drammatico terremoto che ha colpito il Venezuela riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione sismica, soprattutto in territori ad alta pericolosità come la Sicilia orientale e la stessa provincia di Ragusa.
È questo il messaggio lanciato da Domenico Patanè, dirigente di ricerca dell’INGV e coordinatore del Centro di Monitoraggio Sismico Urbano e delle Infrastrutture (CMSU), che sottolinea la necessità di investire nel monitoraggio del territorio e nei sistemi di allerta precoce.
La provincia iblea rientra infatti tra le aree italiane maggiormente esposte al rischio sismico, sia per la presenza di importanti faglie attive, come il sistema Ibleo-Maltese, sia per la vulnerabilità di una parte consistente del patrimonio edilizio. Un territorio segnato anche dalla memoria del devastante terremoto del 1693, che causò migliaia di vittime nella Sicilia sud-orientale.
Proprio per rafforzare la prevenzione, il Comune di Ragusa ha avviato il percorso per la realizzazione della rete dell’Osservatorio Sismico Urbano (OSU), composta da sette stazioni di monitoraggio che saranno installate nel corso del 2026. Il progetto nasce nell’ambito del Tavolo tecnico-scientifico attivo presso il Libero Consorzio Comunale di Ragusa e punta a monitorare in tempo reale lo scuotimento del territorio e la risposta degli edifici strategici, come Municipio, scuole e altre strutture pubbliche.
Le nuove stazioni accelerometriche saranno dotate di tecnologie di ultima generazione e sistemi di elaborazione locale dei dati, con l’obiettivo di fornire informazioni immediate sugli effetti di un eventuale terremoto. Queste infrastrutture rappresenteranno anche la base per lo sviluppo di sistemi di allerta sismica precoce “impact-based”, capaci di stimare rapidamente gli effetti del sisma su edifici, infrastrutture e popolazione.
Patanè ricorda che tali sistemi non consentono di prevedere i terremoti, ma di rilevarli nei primissimi istanti, inviando eventuali allerte con alcuni secondi di anticipo rispetto all’arrivo delle onde sismiche più intense. Un margine di tempo che, in determinate circostanze, può risultare prezioso.
Parallelamente, il Tavolo tecnico-scientifico ha consegnato alla presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa il progetto preliminare della futura rete provinciale di monitoraggio sismico, comprensivo del numero delle stazioni, della loro distribuzione sul territorio, delle caratteristiche tecnologiche e della stima dei costi. Spetterà ora all’amministrazione provinciale valutare gli investimenti necessari per avviare la realizzazione della rete.
Secondo l’INGV, il potenziamento del monitoraggio sismico rappresenta un investimento strategico per migliorare la conoscenza del territorio, supportare la pianificazione della protezione civile e rafforzare la sicurezza delle comunità locali. Resta però fondamentale continuare a investire anche nella verifica della vulnerabilità degli edifici e negli interventi di adeguamento sismico, che rappresentano la più efficace forma di prevenzione.
