Fumarole a Vittoria, due denunciati dai Carabinieri

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I Carabinieri hanno denunciato due persone sorprese mentre, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano in corso attività illecite di combustione di rifiuti speciali in un’area agricola della contrada Dirillo.

L’operazione è stata condotta dai militari delle Stazioni di Scoglitti e Acate, con il supporto di un elicottero del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania. I controlli, effettuati nelle prime ore della mattina, hanno interessato le aree della fascia trasformata maggiormente interessate dalle coltivazioni in serra, tra la frazione marinara di Scoglitti e il territorio di Acate, dove il fenomeno delle cosiddette “fumarole” continua a rappresentare una criticità ambientale.

Durante i sorvoli e le verifiche da terra, i militari hanno individuato un terreno di circa 750 metri quadrati nel quale erano presenti numerosi cumuli di rifiuti plastici e scarti vegetali provenienti dalle attività agricole. In diversi punti erano stati appiccati roghi per lo smaltimento dei rifiuti.

Dopo aver messo in sicurezza l’area, i Carabinieri hanno accertato che il terreno è riconducibile a una società cooperativa agricola. Al termine degli accertamenti sono stati denunciati in stato di libertà un imprenditore vittoriese di 53 anni, presidente della cooperativa, e un cinquantenne consigliere della stessa società.

Nei loro confronti viene contestata, a vario titolo, l’ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti e combustione illecita di rifiuti. L’intera area è stata posta sotto sequestro per consentire gli ulteriori accertamenti.

L’Arma dei Carabinieri sottolinea come il contrasto al fenomeno delle fumarole rappresenti una priorità, soprattutto durante la stagione estiva, quando gli incendi di rifiuti agricoli possono provocare gravi conseguenze per l’ambiente, la qualità dell’aria e la salute pubblica.

Come previsto dalla legge, la responsabilità delle persone denunciate dovrà essere accertata nel corso del procedimento penale e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.