Scoglitti, nuove Caretta caretta a Costa Fenicia

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La sabbia scavata con attenzione, centimetro dopo centimetro, e poi la scoperta: sotto la spiaggia c’era ancora vita. Alcuni piccoli di Caretta caretta, dopo essere riusciti a uscire dall’uovo, non erano riusciti a raggiungere autonomamente la superficie. Altri, purtroppo, non ce l’avevano fatta.

È stato un momento carico di emozione quello vissuto ieri sulla spiaggia di Costa Fenicia, a Scoglitti, dove una biologa è intervenuta nel punto in cui nelle scorse settimane era stato individuato e successivamente protetto un nido di tartaruga marina.

L’area era stata delimitata con transenne per evitare che il passaggio dei bagnanti potesse compromettere la schiusa e, davanti al nido, era stata predisposta anche una corsia protetta fino al mare, in modo da lasciare libero e sicuro il percorso che i piccoli avrebbero dovuto affrontare una volta emersi dalla sabbia.

I primi segnali erano arrivati sabato. Sulla spiaggia erano infatti comparse le caratteristiche piccole impronte lasciate sulla sabbia: tracce inequivocabili del passaggio delle tartarughine e della loro corsa verso il mare.

Ieri l’intervento sul nido ha permesso di capire meglio cosa fosse accaduto sotto la superficie. Scavando con estrema cautela, la biologa ha trovato altre uova e alcuni piccoli. Per alcuni non c’era più nulla da fare; altri, invece, erano nati ma erano rimasti intrappolati sotto diversi centimetri di sabbia, senza riuscire a completare da soli il percorso verso l’esterno.

La scena ha inevitabilmente attirato l’attenzione. Tantissimi i curiosi che si sono avvicinati per osservare da vicino un evento che conserva qualcosa di straordinario anche quando, come in questo caso, accanto alla gioia per le nuove vite c’è la constatazione che non tutti i piccoli riescono a sopravvivere.

La nidificazione delle Caretta caretta è ormai un fenomeno che interessa con sempre maggiore frequenza le coste siciliane e anche le spiagge della provincia di Ragusa. La Sicilia rappresenta infatti una delle aree del Mediterraneo nelle quali vengono regolarmente individuati nidi della specie e ogni estate le segnalazioni trasformano per alcune settimane porzioni di spiaggia in piccoli “reparti maternità” naturali, sorvegliati e protetti fino alla schiusa.

C’è poi un elemento che rende ancora più affascinante il fenomeno. Le tartarughe marine mostrano una forte fedeltà alle aree di nascita: raggiunta l’età riproduttiva, le femmine tendono a tornare nella stessa regione nella quale sono nate per deporre a loro volta le uova. È il cosiddetto comportamento filopatrico, reso possibile da straordinarie capacità di orientamento che consentono loro, dopo anni e migliaia di chilometri percorsi nel Mediterraneo, di ritrovare le zone di origine.

Per questo ogni nuova schiusa sulle nostre coste non racconta soltanto quello che sta accadendo oggi. Potenzialmente rappresenta anche un appuntamento con il futuro: qualcuna delle piccole tartarughe che in queste settimane raggiungono il mare potrebbe, tra molti anni, tornare proprio sulle coste siciliane per dare origine a una nuova generazione.

Ed è forse questo uno degli aspetti più suggestivi di quanto accaduto a Costa Fenicia. Su una spiaggia frequentata ogni giorno da residenti e turisti, a pochi centimetri sotto i piedi dei bagnanti, la natura ha portato avanti silenziosamente il proprio ciclo, ricordandoci quanto sia importante rispettare le aree di nidificazione, le delimitazioni e le indicazioni degli esperti, lasciando che siano esclusivamente le persone autorizzate a intervenire sui nidi e sugli animali.

Perché per quei pochi centimetri che separano un uovo dal cielo e una tartarughina dal mare passa una delle fasi più delicate della sua esistenza. E sulle spiagge siciliane, ancora una volta, quel viaggio è appena cominciato.