
A otto giorni dall’inizio delle lezioni, per alcune famiglie dell’Istituto Comprensivo Raffaele Poidomani di Modica resta ancora senza risposta la domanda posta già alla fine di agosto: dove andranno a scuola i ragazzi delle tre classi terze del plesso Sulsenti?
A tornare sulla vicenda è lo stesso genitore che nei giorni scorsi aveva scritto alla nostra redazione per segnalare l’incertezza sulla sistemazione delle classi. Oggi, ci ha nuovamente contattati per fare il punto della situazione.
Secondo quanto riferisce, nonostante le rassicurazioni arrivate la scorsa settimana dal sindaco assessora comunale alla Pubblica istruzione e dalla dirigente scolastica, le famiglie non avrebbero ancora ricevuto una comunicazione ufficiale che indichi la destinazione degli studenti.
Una situazione che, con l’avvicinarsi dell’11 settembre, giorno fissato per l’inizio delle lezioni nel Plesso, alimenta nuovamente le preoccupazioni.
Proprio oggi i docenti sono rientrati a scuola per le prime attività, mentre, sostiene il genitore, le famiglie interessate continuano a non conoscere la sede nella quale dovranno accompagnare i propri figli tra poco più di una settimana.
«Noi famiglie siamo ancora nel buio totale a soli 8 giorni dall’inizio delle lezioni. Le promesse e la richiesta di “fiducia” non si sono ancora tradotte in atti concreti».
A preoccupare i genitori era anche la possibilità che si potesse tornare a utilizzare via Risorgimento, dove durante lo scorso anno scolastico erano state trasferite altre tre classi terze. Secondo quanto raccontato dalle famiglie, quella sistemazione aveva presentato diverse criticità, tra cui l’assenza di palestra e spazi esterni e le difficoltà legate alla viabilità negli orari di ingresso e uscita.
Su questo punto, però, secondo quanto riferisce il genitore, sarebbe arrivata una precisa rassicurazione da parte dell’assessora: la soluzione individuata non dovrebbe prevedere il ricorso ai due plessi di via Risorgimento, ai civici 22 e 112.
Ed è proprio per questo che adesso le famiglie chiedono di conoscere quale sia concretamente l’alternativa individuata.
«L’impegno preso deve tradursi in una soluzione reale, dignitosa e adeguata al benessere scolastico dei nostri figli», sottolinea il genitore, chiedendo che non si arrivi a «soluzioni di ripiego o strutture inadeguate approntate all’ultimo minuto, prive degli spazi vitali e della dignità che una scuola deve garantire».
