
«Se gli studenti devono stare in aule roventi, spegnete i climatizzatori anche negli uffici». È la provocazione lanciata dal Codacons alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico in Sicilia, dove le alte temperature di settembre riportano al centro dell’attenzione le condizioni climatiche all’interno degli edifici scolastici.
A intervenire è Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale del Codacons, che si rivolge alla Regione Siciliana, all’Ufficio scolastico regionale, ai sindaci, agli assessori, alle Città metropolitane, ai Liberi Consorzi comunali e ai dirigenti scolastici.
«Se un bambino o uno studente deve trascorrere ore in un’aula rovente mentre a pochi metri qualcuno lavora con il climatizzatore acceso, c’è qualcosa che non va», afferma Tanasi.
Da qui la provocazione: «Spegnete i climatizzatori dei vostri uffici quando studenti, docenti e personale scolastico sono costretti a stare in aule prive di adeguati sistemi di raffrescamento. Se quelle condizioni sono considerate accettabili per chi studia e lavora nella scuola, devono esserlo anche per chi sta negli uffici. Se invece non lo sono, bisogna intervenire».
Una questione che, secondo l’associazione dei consumatori, non riguarda soltanto le temperature elevate di queste settimane. Il Codacons annuncia infatti che la stessa iniziativa sarà riproposta durante l’inverno nel caso in cui alunni e personale siano costretti a fare i conti con ambienti troppo freddi a causa di impianti di riscaldamento insufficienti o non funzionanti.
«Se bambini, ragazzi, docenti e personale Ata saranno costretti a stare al freddo – aggiunge Tanasi – chiederemo di spegnere anche i riscaldamenti degli uffici».
Parallelamente il Codacons avvia una mobilitazione delle famiglie attraverso gli “ispettori onorari Codacons”, invitando genitori e cittadini a segnalare le condizioni riscontrate negli istituti siciliani.
«Chiedo alle famiglie di diventare i nostri occhi nelle scuole – spiega Tanasi –. Segnalateci le aule roventi e, se durante il normale accesso all’istituto constatate climatizzatori accesi negli uffici di presidenza o amministrativi mentre studenti e insegnanti restano al caldo, fatecelo sapere».
Le segnalazioni potranno indicare l’istituto interessato, il Comune, il giorno e l’ora, oltre a una descrizione della situazione riscontrata. Il Codacons fa sapere che raccoglierà le comunicazioni ricevute per verificare le criticità e interessare le amministrazioni competenti.
L’associazione sottolinea, inoltre, come le competenze sulla situazione degli edifici scolastici siano distribuite tra diversi soggetti: gli interventi strutturali e la manutenzione degli immobili e degli impianti fanno capo agli enti territoriali competenti, mentre ai dirigenti scolastici spettano specifici obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
«Non chiediamo privilegi, chiediamo normalità – conclude Tanasi –. Un’aula non può diventare un forno a settembre e una ghiacciaia d’inverno. Raccoglieremo le segnalazioni, verificheremo le criticità e chiameremo in causa le amministrazioni competenti. La scuola va difesa anche garantendo condizioni dignitose a chi ogni giorno ci studia e ci lavora».
