
Il padre di Giulia alla quarta edizione delle Giornate Nazionali del Cinema per la Scuola. Presentato il film “Se domani non torno”, dedicato ai sogni e al desiderio di libertà delle donne.
«Fate rumore». È l’appello che Gino Cecchettin ha rivolto agli studenti e ai docenti presenti a Palermo, in occasione della quarta edizione delle Giornate Nazionali del Cinema per la Scuola. Un messaggio che parte dal ricordo della figlia Giulia, uccisa dall’ex fidanzato nel novembre 2023, ma che vuole trasformarsi in un impegno collettivo per contrastare la violenza sulle donne e promuovere una cultura del rispetto.
Il momento più intenso della giornata inaugurale, che si è svolta ai Cantieri Culturali alla Zisa, è stato l’incontro con Cecchettin, preceduto dalla proiezione speciale del film “Se domani non torno”, diretto da Paola Randi. La pellicola racconta la storia di Giulia non soltanto attraverso la tragedia della sua morte, ma restituendo spazio alla sua vita, ai suoi sogni e al suo desiderio di libertà.
«Il film non parla solo della tragica vicenda di Giulia – ha spiegato Gino Cecchettin – ma racconta la vita di una ragazza con i suoi sogni e il suo desiderio di libertà».
Una frase, quella che dà il titolo al film, tratta da una poesia e che per tante donne rappresenta ancora una realtà quotidiana. «Il mio obiettivo era far arrivare un messaggio di speranza – ha aggiunto – dimostrando che la vita può essere intrapresa evitando le trappole delle emozioni negative e offrendo agli studenti strumenti concreti per difendersi».
Da qui l’invito a non restare in silenzio, a riconoscere i segnali della violenza e a costruire relazioni fondate sul rispetto. Un appello che ha coinvolto profondamente la platea, composta anche da numerosi insegnanti, chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni.
La proiezione è stata accompagnata da un dibattito partecipato, nel quale il ricordo di Giulia si è intrecciato con la necessità di trasformare il dolore in un’azione educativa concreta. Una missione che trova espressione anche nel lavoro della Fondazione Giulia Cecchettin, impegnata nella promozione della cultura del rispetto e nella prevenzione della violenza.
La manifestazione, inaugurata il 4 novembre e in programma fino al 6 novembre, è promossa dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS). Organizzata dal Liceo Scientifico Galileo Galilei di Palermo in collaborazione con ANEC, la rassegna riunisce operatori del settore, docenti ed esperti per approfondire il ruolo del cinema e dell’educazione audiovisiva nella formazione degli studenti.
Nel corso della cerimonia inaugurale è stato ricordato anche il valore strategico del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola: sono 129 i milioni di euro destinati a oltre 2.400 progetti educativi nelle scuole italiane, con iniziative diffuse in tutte le regioni e in più di 2.500 Comuni.
Il programma prosegue fino a domani con panel, tavoli tecnici e laboratori dedicati alla media education, all’inclusione e ai linguaggi audiovisivi nell’era dell’intelligenza artificiale.
Al centro della manifestazione resta un messaggio che supera i confini della sala cinematografica: educare i giovani a riconoscere, comprendere e contrastare ogni forma di violenza. Perché fare rumore significa anche non voltarsi dall’altra parte.
