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Il fagiolo cosaruciaru e la fava cottoia, insieme: ecco Slow Food Modica-Scicli

Torna operativa la condotta Slow Food di Modica, a cui si legherà anche un gruppo di Scicli, rafforzando il controllo sui due presidi radicati nella cultura delle produzioni del territorio. A guidare l'operazione lo chef modicano Peppe Barone, direttore della scuola di cucina Nosco di Ragusa

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Ritorna pienamente operativa la condotta Slow Food di Modica, a cui si legherà anche un gruppo di Scicli, rafforzando la presenza sul territorio, il coinvolgimento dei produttori, il controllo sui presidi.
A farsi carico di ricostruire questa realtà è stato in questi mesi lo chef Peppe Barone, titolare del ristorante Fattoria delle Torri e direttore della scuola di cucina Nosco di Ragusa, che già nel 1988, due anni dopo la nascita di Slow Food, aveva fatto in modo di creare una condotta territoriale.

Il lavoro preparatorio è stato condotto attraverso una serie di incontri con le realtà che si occupano di enogastronomia di qualità e innanzitutto con i produttori dei presidi Slow Food già riconosciuti: la fava cottoia di Modica, di cui è responsabile proprio Peppe Barone, e il fagiolo cosaruciaru di Scicli, di cui è responsabile Stefania Lattuca.

L’occasione per presentare ufficialmente al pubblico l’esito di questo percorso è venuta domenica scorsa, in occasione della presentazione alla Fondazione Grimaldi del libro sulle ricette di Sicilia di Camelo Maiorca, che peraltro è vicepresidente di Slow Food Sicilia.

“Su indicazione del presidente regionale Rosario Gugliotta”, spiega Peppe Barone: “abbiamo condiviso la nostra volontà di ricostruire la condotta di Modica, con la volontà di un gruppo sciclitano di crearne una propria. Abbiamo così istituito la condotta Modica-Scicli, di cui ora porteremo avanti tutti gli adempimenti burocratici e formali”.

La forza della condotta, saranno, naturalmente, proprio i due presidi: “Si tratta di due presidi reali, forti, radicati nella cultura delle produzioni del territorio. Ma quello che bisogna meglio far comprendere a tutti gli attori in campo è che mantenere un presidio non è scontato, così come non è scontato ottenerlo: è necessario impegnarsi sia sotto il profilo della qualità dei prodotti sia facendo squadra davvero per rafforzare l’identità del prodotto”.

Adesso, quindi, bisognerà portare avanti la campagna di tesseramento: alla condotta basterebbero 50 adesioni ma naturalmente l’obiettivo è di coinvolgere molte più realtà e accrescere l’attività sul territorio, in linea con la filosofia nazionale di Slow Food e di Carlo Petrini: dagli eventi per far conoscere, promuovere, valorizzare prodot- ti e produttori, fino a progetti come quelli dell’Orto in Condotta, tra le ini- ziative tipiche dell’associazione.

“Ma la missione di Slow Food”, ricorda Barone: “è anche e soprattutto quella di dare voce a chi non ha voce, far conoscere e valorizzare il lavoro dei piccoli, dato che, come dice Petrini, il cibo è in- nanzitutto un atto agricolo. Sono contento della risposta di molte persone di buona volontà che hanno aderito con grande entusiasmo a questo progetto”.

[ Fonte: La Sicilia ]