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Un fucile rubato conservato nell’armadio, incensurato finisce in manette

Nonostante la presenza di numerosi familiari restii al controllo, gli investigatori sono riusciti a completare le operazioni di perquisizione

fucile

La Polizia di Stato ha arrestato un vittoriese di 29 anni per detenzione di armi rubate e ricettazione.

La Squadra Mobile di Ragusa, nell’ambito di alcune perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi, ha effettuato un controllo presso l’azienda e l’abitazione del 29enne. 

Unitamente a “Yocco” dell’Unità Cinofile della Polizia di Stato di Catania, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa hanno rivenuto un fucile all’interno di un armadio debitamente occultato tra i vestiti. La perquisizione ha dato esito positivo grazie al fiuto del cane che ha indirizzato i poliziotti verso l’armadio. Il fucile calibro 12 era stato rubato a sempre a Vittoria tre anni prima.

Sul posto, nonostante la presenza di numerosi familiari restii al controllo, gli investigatori sono riusciti a completare le operazioni di perquisizione estendendole a tutti i corpi immobiliari.

Dal controllo in banca dati non sono emersi precedenti penali a suo carico del 29enne, ma lo stesso era titolare di autorizzazione per il porto di pistola per uso sportivo e detenzione di armi.

Considerata la palese inidoneità nel detenere armi, gli uomini della Squadra Mobile hanno sequestrato una pistola semi-automatica, 5 pacchi di cartucce da 50, 2 barattoli di polvere da sparo, uno del peso di Kg. 0,500 ed altro del peso di Kg. 0,200, 99 inneschi, 40 bossoli e 82 ogive in piombo.

Il 29enne, nonostante avesse la titolarità di alcune armi da sparo ed altre pistole a salve, ha commesso l’errore di possedere un fucile rubato pertanto è stato tratto in arresto.

In corso indagini per chiarire il motivo della detenzione di armi rubate. Solitamente chi detiene armi legalmente è un soggetto insospettabile pertanto potrebbe aver occultato il fucile per altri soggetti.

Dopo aver completato la perquisizione, il 29enne è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa dove è stato fotosegnalato dalla Polizia Scientifica e successivamente condotto in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa.