Scelta Civica mostra i muscoli

1

A farsi notare, stamattina, nella sala conferenze del Mediterraneo Palace dove si presentavano i candidati della lista Scelta Civica, non sono state solo le presenze – autorevoli – al tavolo dei relatori, ma anche le tante sorprese spuntate in platea. C’era, in prima fila, l’ex Presidente della Provincia Franco Antoci, appena “autosospeso” dall’Udc e a quanto pare interessato a ciò che d’altro si muove nell’area del centro. E c’era anche – ad onor del vero – la candidata a sindaco in pectore dell’Udc ragusano Sonia Migliore, probabilmente più interessata a tessere rapporti in vista delle amministrative.

Ma – pettegolezzi a parte – non sono indifferenti le potenzialità mostrate dalla rappresentanza locale della neonata lista di Monti, che in Provincia di Ragusa punta su Marisa Giunta e Gisella Scollo per la Camera (entrambe provenienti dal movimento Italia Futura di Montezemolo) e su Renato Meli al Senato. Ma stamattina c’erano soprattutto i capilista, che possono dare per certa la loro elezione: personalità del calibro di Andrea Vecchio, Roberto Visentin, Salvo Raiti.

“Abbiamo il dovere di ridare fiducia ai cittadini dicendo la verità e dobbiamo batterci perchè i sacrifici che è necessario fare in questo momento servano a dare un futuro ai nostri figli”, ha esordito Marisa Giunta, che approda a questa competizione dopo una lunga esperienza maturata al Consiglio comunale di Modica.
L’avvocato Gisella Scollo ha voluto sottolineare come in questa lista “sono candidate persone di primissimo rilievo, importati professionisti che non vivono di politica”: “Come dice Montezemolo, non abbiamo la valigia piena di voti, ma un importante bagaglio di competenze”.

L’ex sindaco di Siracusa Roberto Visentin ha posto l’accento sul voto “non-inutile” di chi fa questa “scelta civica”: “Si promette l’abolizione dell’Imu, ma gli enti locali si ricordano bene che tutti i problemi sono iniziati con l’abolizione dell’Ici, con evidenti conseguenze per le città e per i cittadini”.

Andrea Vecchio, capolista alla Camera, costruttore catanese famoso per le sue denunce contro il racket, ha ripreso questo punto di forza: “Siamo stati circondati dai mestieranti della politica e il nostro Paese è stato ridotto in fin di vita. Noi veniamo dalla società reale, nessuno di noi si deve realizzare. Conosciamo i veri problemi dell’economia e ce ne occuperemo seriamente e responsabilmente”.