Immigrazione clandestina di cinesi, l’inchiesta passa alla DDA

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Ha dichiarato il Tribunale di Modica incompetente per materia la Gup Maria Rabini davanti alla quale sono comparsi otto cinesi, di cui sei difesi dall’avvocato Francesco Ricotti, accusati di associazione a delinquere per l’organizzazione e il controllo in modo diretto dell’immigrazione clandestina di cittadini cinesi verso l’Italia e Malta, attraverso finti viaggi di soggiorno-studio. La Rabini ha così deciso in base alla normativa che stabilisce che quando si tratta di reati associativi di entità gravissima la competenza si radicherebbe al Gip del capoluogo distrettuale della DDA che eseguì l’inchiesta. La vicenda all’attenzione del Gup era scaturita a seguita dell’inchiesta della DDA sullo sbarco dei cinesi avvenuto nel 2004  – e il cui processo, per sette altri imputati si sta svolgendo davanti al collegio penale di Modica (prossima udienza il 17 luglio). Al vertice della organizzazione erano stati individuati Yuanquin Gao e Shaonan Li, le cui posizioni sono state stralciate in quanto giudicati dal tribunale di Catania. Le somme pagate dagli schiavi/migranti variavano dai 40 mila ai 130 mila Yen fino a Malta. Da qui, venivano trasportati a bordo di camion e imbarcati sulle carrette di mare dirette verso le coste iblee. In uno di questi viaggi, quello appunto del 4 dicembre 2004 che diede l’avvio all’inchiesta, sul litorale di Donnalucata furono rinvenuti due cadaveri mentre una donna, una settimana dopo, veniva gettata a mare in prossimità della riva insieme ad altri migranti e, non sapendo nuotare, salvata da due connazionali.