Chiusura anticipata degli asili nido, rivolta delle mamme

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“Una decisione assolutamente non concertata che piomba all’improvviso sui dipendenti e sulle famiglie ragusane. Un comportamento irresponsabile da parte dell’amministrazione”. Queste i principali commenti che circolavano tra le educatrici e i genitori a seguito della chiusura anticipata degli asili nido al 15 giugno prossimo. La disposizione del commissario straordinario al Comune Margherita Rizza, a seguito della relazione sulle notevoli difficoltà organizzative del personale in servizio nei nidi comunali da parte del dirigente del settore Servizi sociali, politiche per la famiglia, politiche educative ed asili nido Alessandro Licitra.

“Il disagio che si crea a decine di famiglie è indicibile – scrivono alcune mamme – di punto in bianco – sottolineano –.non si può pensare di cambiare la custodia di bimbi così piccoli. Normalmente per l’inserimento in asilo sono richieste settimane e non meno tempo crediamo ci voglia per selezionare una baby-sitter. I nostri amministratori come pensano che le famiglie coinvolte possano risolvere questa contingenza? Non si può pensare di scaricare un problema amministrativo del Comune sulle famiglie che tra l’altro, oltre le tasse, pagano rette non esigue per portare i propri figli a scuola”. E se poco cambia per il personale ausiliario e amministrativo, parecchio è il rammarico delle educatrici le quali sottolineano che poteva essere trovata altra soluzione. “Abbiamo appreso la decisione del dirigente senza che ci fosse chiesto un parere – spiega una delle educatrici – poteva essere sospeso il servizio mensa per esempio, in modo tale da riassegnare il personale ausiliario garantendo tutti gli standard imposti. Invece le strutture rimarranno aperte, noi quotidianamente dovremo aprire gli asili vuoti. E’ una situazione assurda: svolgo da più di trenta anni questo lavoro e non avevo mai vissuto una simile situazione”.

Nel frattempo giovedì un comitato di genitori, composto da cinque rappresentanti di tre asili ragusani, sono stati ricevuti dal dirigente Licitra, il quale si è reso disponibile a valutare soluzioni alternative, compatibili sia con le esigenze dell’amministrazione che con quelle delle famiglie.

“Un incontro a viso aperto – riferisce una delle mamme presenti, la signora Pelliccia – nel quale sono emerse le reali motivazioni del provvedimento. Gli uffici comunali da aprile cercano di far fronte alle difficoltà di reperimento del personale per garantire gli standard organizzativi previsti dalla normativa vigente in materia (rapporto tra numero di assistenti all’infanzia e numero bambini frequentanti di 1/6 ed del personale ausiliario di 1/12). Dovendo ottimizzare le risorse si è deciso di coinvolgere le maestre delle scuole elementari, categoria che non ha fatto che ostacolare questa scelta. Moltissimi i certificati medici presentati, la maggior parte dei quali attestano l’impossibilità di prendere in braccio i bambini. La situazione è precipitata poiché le scuole elementari dal 12 giugno chiuderanno e quindi le poche maestre che si erano dimostrate disponibili non intendono continuare a prestare servizio fino al 30 giugno. Siamo sdegnati da questo comportamento che – sottolinea – in una azienda privata sarebbe considerato inaccettabile”.

La signora Pelliccia ha confermato l’impegno del dottor Licitra. Si sta cercando di sondare il numero di famiglie più in difficoltà in modo da capire se, con la collaborazione di tutti e accorpando magari diverse classi, si possa evitare la dalla chiusura anticipata degli asili.

“Già venerdì sono stati distribuiti dei moduli da compilare – spiega – . Il meccanismo dovrebbe ricalcare quello utilizzato negli anni per l’organizzazione dei progetti speciali di luglio. Il Dirigente si è impegnato a fare il punto della situazione già lunedì”.

Ultima annotazione quella del tentativo si strumentalizzare la questione da parte di alcuni esponenti politici. “Ci è sembrato azzardato vedere alla riunione anche qualche rappresentante della categoria dei nonni – ironizza – ma poi abbiamo capito che si trattava di candidati al consiglio comunale”.