Tragedia di Sampieri, vertice in Prefettura

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E’ stato ricostruito, in ogni singolo dettaglio, quanto accaduto a Sampieri per verificare se il piano coordinato di soccorso ha funzionato, o ci sono state delle criticità. E’ quanto fatto nella tarda mattinata di oggi in Prefettura su precisa richiesta del Prefetto Annunziato Vardè che ha convocato rappresentanti istituzionali, delle forze dell’ordine, sanitari e del volontariato per capire la funzionalità del dispositivo di soccorso ed eventualmente verificare ambiti passibili di migliorie. “Il problema concreto – ha spiegato il Prefetto – è stata la mancata richiesta di aiuto ed anche il fatto che coloro che erano a bordo non hanno lanciato l’allarme, nonostante dotati di telefoni cellulari e dispositivi radar. Se solo avessero chiesto aiuto avremmo immediatamente attuato il dispositivo di soccorso direttamente in mare, come fatto molteplici volte, e non ci sarebbero stati morti e persone ferite. Invece, non solo non hanno lanciato l’allarme, ma hanno tentato in tutti i modi di opporsi all’identificazione. Inoltre il caso ha voluto che non ci fossero in mare pescherecci, proprio perché c’è il fermo pesca. I problemi riscontrati non potranno certamente essere risolti in questa sede – ha evidenziato Vardè – ma verranno posti a tutti i livelli, finanche in quello internazionale”. Il Prefetto, pii, ha respinto eventuali ipotesi di ritardi nei soccorsi. Il dispositivo è stato attuato nei tempi previsti. “E’ stata una questione di attimi. Appena giunti sul posto, per le vittime non c’è stato nulla da fare, ma almeno siamo riusciti a mettere in salvo, grazie al carabiniere Floridia e ad un bagnino, oltre a tutte le forze dell’ordine e dei volontari della protezione civile, coloro che erano in acqua e non riuscivano a raggiungere la costa. Tuttavia l’incontro odierno – ha concluso il Prefetto – è finalizzato ad una revisione del dispositivo di soccorso che non si esclude possa essere ulteriormente migliorato laddove serva e si reputi necessario”.