14 parroci costretti a subire violenze e richieste estorsive: 2 arresti

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Violenze e intimidazioni in modo sistematico nei confronti di quattordici preti della comunità ipparina, vittime di estorsioni, tentate estorsioni, minacce ed aggressioni fisiche e verbali. All’alba di stamani i carabinieri di Vittoria hanno arrestato i due carnefici, i fratelli Orazio e Giuseppe Sciortino, di 34 e 32 anni, con reati contro il patrimonio. Da qui il nome dell’operazione Brothers”. Le indagini, grazie al comandante della stazione dei militari dell’arma che ben conosce la comunità dove opera, sono iniziate lo scorso ottobre. In pochi mesi, i carabinieri sono riusciti a ricostruire tutti i casi in cui i due fratelli hanno taglieggiato i quattordici preti, persone, più di altri, predisposti verso il perdono, tant’è che non avevano presentato alcuna denuncia. In totale, secondo quanto verificato dagli investigatori, i due fratelli avrebbero ottenuto circa duemila, somme estorte con violenze sistematiche negli anni antecedenti all’inizio dell’attività investigativa, ma anche nel corso della stessa e sino a qualche giorno fa. I due agivano sempre in modo separato. In alcuni casi, per ottenere denaro, non hanno esitato a schiaffeggiare i ministri di Dio, sputandogli anche in pieno volto laddove la somma ceduta non fosse consona alle richieste. In altri casi tali angherie sono state consumate anche durante una riunione con i catechisti, alla presenza di bambini che, impauriti, sono scoppiati in lacrime per l’accaduto. In un altro caso, hanno rubato il cellulare di proprietà del parroco. E ancora, per ottenere denaro, hanno sputato e ingiuriato pesantemente un ministro di Dio. In altri casi, addirittura, in mancanza di contanti, hanno rubato pacchi di generi alimentari destinati alle famiglie povere. In un altro caso, ancora, avrebbero segregato in sacrestia il ministro di Dio, impedendogli di iniziare la funzione religiosa, sin quando non hanno ottenuto il denaro richiesto. Il caso più eclatante si è verificato, come documentato dalle telecamere a circuito chiuso nella zona lo scorso settembre. Il giorno prima uno dei fratelli aveva ripetutamente bussato alla porta della sacrestia, senza ottenere risposta. E così la sera successiva, si è recato nel cortile, procurando danni per svariate migliaia di euro alla macchina del sacerdote, quasi a mò di avvertimento.