Colpisce la moglie al volto con il tablet, arrestato

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polizia tablet

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Ragusa hanno arrestato un quarantenne per lesioni personali gravissime nei confronti della propria consorte.

Verso le ore 14.00 i sanitari del 118 hanno chiamato il numero unico europeo di pronto intervento 112 riferendo che una donna gravemente ferita era stata condotta al pronto soccorso di Ragusa.

Subito un’autopattuglia radiomobile s’è presentata al pronto soccorso ove una trentenne monterossana era sotto le cure dei medici poiché aveva una brutta frattura al volto, mascella e naso malamente fratturati.

Avuta contezza che l’autore dell’assurdo gesto era stato il marito, che era anch’egli presente all’ospedale, i militari lo hanno immediatamente arrestato e condotto in caserma.

Dalla ricostruzione dei fatti, con l’aiuto di parenti e della donna, sebbene avesse difficoltà a parlare, e la collaborazione dell’uomo che, sebbene non pentito, ha candidamente ammesso le proprie responsabilità, i militari hanno scoperto che l’uomo aveva preso a male parole la donna poiché riteneva che lei lo tradisse. Dagli insulti è quindi passato alle vie di fatto e l’ha colpita con quel che aveva in mano, un tablet da dieci pollici di una nota marca coreana. Un unico colpo, violentissimo, e la donna è stramazzata a terra col volto tumefatto.

Quindi i soccorsi e la corsa all’ospedale. La donna forse se la caverà con 45 giorni di cure ed è stata ricoverata al reparto di traumatologia dell’ospedale civile ibleo. L’uomo, S.S. 40enne meccanico (il nome non sarà divulgato per rispetto della vittima che sarebbe subito identificabile ai lettori), è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali con l’aggravante di averle cagionate alla consorte. Informato il Pubblico Ministero, dott.ssa Monica Monego, e sottopostolo a rilievi foto-dattiloscopici, gli sono stati applicati gli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

L’ennesimo caso, purtroppo, di violenza domestica e di violenza contro una donna, causato da un cieco senso di possessività che spinge fino a gesti folli. Anche in questo caso ai militari dell’Arma è stato possibile intervenire solo a cose fatte ma con la consueta determinazione repressiva di ogni condotta delinquenziale.