La favola di Antonio, non vedente e vice campione d’Italia di spada

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La Conad Scherma Modica sfiora il suo primo titolo italiano grazie ad Antonio Carnazza che nella spada non vedenti ha perso la finale tricolore con il bolognese per 10-7.

È stato comunque un grandissimo risultato per tutto il movimento creato dal maestro Giancarlo Puglisi. Antonio Carnazza, ragusano, è l’unico spadista mancino non vedente in Italia ed era all’esordio assoluto in una competizione così importante come il campionato italiano.
Arrivato in sala scherma due anni fa, quando già accusava i primi evidenti segni del glaucoma degenerativo che lo ha privato completamente della vista, in poco tempo si è fatto conquistare da questa disciplina ed ha conquistato i compagni di sala che oggi lo hanno sommerso di complimenti dopo la finale.

“È stato un risultato straordinario che dedico a mia moglie Cinzia e ai miei due figli che mi seguono sempre e mi stanno vicini. Il momento più emozionante è stato quando ho sentito il mio nome pronunciato dallo speaker nel palazzetto, non era mai accaduto prima. Ringrazio il maestro Puglisi per quello che mi ha insegnato, ringrazio i miei compagni di sala per come mi trattano e per come mi fanno sentire importante. Grazie alla scherma ho imparato a scaricare la tensione e a battere la tristezza in cui ero precipitato dopo che mi era stata diagnosticata questa orrenda malattia”.

Antonio era un carpentiere edile prima di quella diagnosi. Aveva una vita normale, una bella famiglia. Insomma, tutto sembrava correre liscio fino a quando non ha cominciato a perdere la vista: “I primi tempi è stato tremendo. Mi vergognavo di me stesso, non volevo uscire, non volevo usare il bastone e non volevo pesare sulle spalle dei miei cari. Poi , pian piano, ho incominciato ad accettare la mia nuova situazione e grazie alla scherma sono uscito completamente dal mio isolamento e ora sono di nuovo felice. Purtroppo la cosa che mi manca di più però è non poter vedere crescere i miei figli e non poter guardare mia moglie”.
Lo sport è sempre stato nel suo Dna: “Giocavo a calcio e a basket, seguivo tutto lo sport in tv compresa la scherma. Mai però mi sarei sognato di diventare uno schermitore. Invece ho provato, mi è piaciuto ed ora sono vice campione d’Italia. La vita sa riservare sempre belle sorprese”.