Le novità dell’indagine sui presunti abusi sessuali al carcere di Modica

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Immagine di repertorio

Sarebbero cinque i testimoni chiave dell’indagine che ha portato ieri mattina all’arresto da parte dei carabinieri della compagnia di Modica di due agenti della polizia penitenziaria del carcere della Città della Contea, che dovranno rispondere di violenza sessuale aggravata, nei confronti di detenuti stranieri, e spaccio di sostanze stupefacenti.

Tra i cinque che hanno collaborato all’attività investigativa ci sarebbero anche alcune vittime. L’indagine è stata condotta nel periodo tra novembre 2013 e maggio 2014, sulla scorta delle rivelazioni esternate in precedenza da un detenuto ad altri agenti della polizia penitenziaria che hanno rendicontato la Procura della Repubblica.

In modo contestuale i militari dell’arma hanno acquisito, in quasi un anno di attività, le dichiarazioni rese dai testimoni, che avrebbero avuto un unico filo conduttore. Rispetto quanto raccolto dagli inquirenti, pare che i due agenti, entrambi 45enni modicani, abbiano agito separatamente.
Dunque si tratterebbe di una serie di singoli episodi, rispetto quanto sinora accertato, senza alcuna correlazione tra loro, consumati sotto minaccia o dietro la corresponsione di hashish, scorte di sigarette e cibo.

I rapporti sessuali sarebbero avvenuti, per lo più, in circostanze in cui si creavano le condizioni per appartarsi, dunque durante le ore d’aria dei detenuti, durante alcuni trasferimenti da un luogo ad un altro all’interno della casa circondariale, o anche in palestra.
Dalle dichiarazioni fornite sia da persone informate sui fatti che da alcune delle vittime, non vi sarebbero stati mai incontri a sfondo sessuale con più persone contemporaneamente e le prestazioni, come ribadito dagli inquirenti, avvenivano nelle modalità di cui già ieri si è abbondantemente parlato.

I due arrestati si trovano ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del giudice per le indagini preliminari.