Marina e la movida della discordia. Per allungare gli orari, si fa ricorso al Tar

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Orari troppo restrittivi per le emissioni sonore. Movida “stoppata” dall’ordinanza del sindaco, sulla base delle indicazioni pervenute in Prefettura. Polemiche ormai croniche in tutta Italia.

I commercianti di Marina di Ragusa vanno a “muso duro” contro l’amministrazione chiedendo l’intervento del Tar. I giudici amministrativi dovranno pronunciarsi su un ricorso dai titolari delle ditte: Underground di Santamaria Antonio, Sunrise di Dipasquale Sara, Made in Sun (legale rappresentante Antonio Frasca), Food e Service di Thomas Battaglia, la C&C di Mario Contarino. I ricorrenti chiedono che il Tribunale Amministrativo sospenda intanto l’ordinanza attraverso un decreto. Chiesta anche la sospensiva per tutti quei documenti, inclusi quelli della Questura e della Prefettura, che hanno poi determinato la decisione dell’amministrazione.

“Le società, tutte titolari di esercizi commerciali di attività di somministrazioni di alimenti e bevande in Marina di Ragusa” si legge nella determina di costituzione in giudizio da parte del Comune “lamentano che l’ordinanza emanata dal sindaco, in materia di contenimento dell’inquinamento acustico, ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, comporta un danno immediato e irreparabile per l’avviamento degli esercizi commerciali, per i rispettivi fornitori e per il correlato mercato del lavoro derivante dal flusso di turisti e vacanzieri”.

L’argomento è ghiotto anche per le polemiche, con chi punta il dito contro la scelta del sindaco Piccitto.
Tuttavia negli altri anni la situazione non è andata meglio. Nel 2012 tanti commercianti misero la scritta “Vendesi” fuori dai loro locali contro l’ordinanza, in quel caso firmata da Nello Dipasquale.
I negozianti di Marina guardano a quanto avvenuto a Palermo, dove il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco Orlando. Sarà meglio esser cauti per capire se si tratta di una “censura” di tipo tecnico, ossia sulla formulazione della determina, o sul contenuto, orari inclusi.

Due giorni fa, il Tar di Parma ha dato ragione al Comune sulla facoltà di decidere gli orari delle emissioni sonore. Adesso si vedrà cosa decide il Tar Catania, salvato di recente dai tagli voluto dal governo.