Sbarchi, migranti sempre più timorosi di testimoniare. 24 ore di indagini per prendere lo scafista

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Ci sono volute 24 ore di interrogatori da parte degli agenti della Squadra Mobile di Ragusa per individuare lo scafista che ha accompagnato gli ultimi 170 migranti in arrivo a Pozzallo, ognuno dei quali ha sborsato mille dollari per il viaggio: si tratta di un tunisino, il 130esimo arrestato dall’inizio dell’anno con quest’accusa. Ecco i dettagli nel comunicato:

A distanza di poche ore dai 6 arresti degli scafisti dei gommoni salpati dalla Libia tutti insieme, sabato è giunta al Porto di Pozzallo un’altra nave militare e mediante accurate indagini sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di KHALIFA Alim, nato in Tunisia il 01.01.1988 per il delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, ovvero si associava con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante. Il fermato è responsabile di aver procurato l’ingresso in Italia di complessive 170 persone eludendo i controlli di frontiera e mettendo in serio pericolo di vita tutti i passeggeri.

I FATTI
Nell’ambito dell’ operazione militare ed umanitaria Mare Nostrum per il rafforzamento del dispositivo di sorveglianza in alto mare, il 18 settembre, la Nave LIBRA della Marina Militare Italiana, nell’esercizio dell’attività di Polizia Giudiziaria, alle ore 10.40 circa a seguito di disposizioni ricevute dirigeva alla massima velocità sostenibile all’intercetto dell’unità in pericolo .Alle ore 1300 circa, veniva avvistata in acque ricadenti all’interno dell’area SAR libica; l’imbarcazione in legno di colore azzurro con strisce blu e bianche, lunga circa 10 metri, con scarso bordo libero, sovraffollamento dovuto alla presenza di 169 persone a bordo tra cui donne e minori . Alle ore 1315 iniziavano le operazioni di recupero e soccorso dei migranti e quella unità Militare Italiana faceva rotta verso il porto di Pozzallo ove giungeva alle ore 10.30 circa del 20.09.14 effettuando le operazioni di sbarco alle ore 10.40 circa. Terminate le operazioni di sbarco alle ore 12.00 successive i migranti venivano ospitati presso questo C.P.S.A.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA
Le operazioni di sbarco al porto di Pozzallo venivano coordinate dal Funzionario della Polizia di Stato della Questura di Ragusa responsabile dell’Ordine Pubblico. A tali operazioni partecipavano 30 Agenti della Polizia di Stato ed altri operatori delle Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’A.S.P. per le prime cure.
Completate le fasi di assistenza in banchina, tutti i migranti venivano fatti salire a bordo dei pullman per il trasferimento al C.P.S.A di Pozzallo.
Una volta giunti al centro i migranti venivano sottoposti alle procedure di identificazione da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura e della Polizia Scientifica.
Il lavoro dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato è molto complesso e deve essere espletato in tempi ristretti così da permettere un immediato invio degli ospiti in strutture d’accoglienza.
La Polizia di Stato ha predisposto già il servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica per la gestione di eventuali flussi migratori in arrivo considerato che numerose sono le persone soccorse in mare in queste ore, difatti centinaia sono i trasferimenti per altri centri della nazione.

LE INDAGINI
Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Ragusa e del Servizio Centrale Operativo (Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato), collaborati da un’aliquota della Compagnia Carabinieri di Modica e da un’aliquota della Sez. Op. Nav. della Guardia di Finanza di Pozzallo, hanno dovuto fare i conti con la reticenza dei testimoni.
Nessuno voleva parlare, forse per paura delle minacce ma questa volta è stata davvero dura.
Dopo 24 ore continuative gli investigatori sono riusciti a trovare i testimoni e solo grazie a loro è stato possibile appurare che tutto ciò che era stato riferito da altri era frutto di invenzione.
Le testimonianze sono state fondamentali, senza è quasi impossibile raccogliere indizi a carico degli scafisti. A volte basta una pacca sulla spalla altre, come in questo caso, ci vogliono ore ed ore per convincerli.
Tutti i migranti anche in questo caso sono stati fatti permanere all’interno di un capannone e li tenuti sotto la stretta vigilanza armata dei libici, poi la partenza, prima in autobus, poi a piedi ed infine su piccoli gommoni fino a raggiungere la barca in legno che li avrebbe portati in Italia.
Hanno pagato 1.000 dollari a testa cosicchè all’organizzazione sono andati 170.000 dollari.

LA CATTURA
Le indagini condotte dagli investigatori durate complessivamente quasi 24 ore, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa gli investigatori hanno catturato lo scafista che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica è stato condotto presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione, considerato che dopo il fermo iniziano tutte le fasi processuali particolarmente complesse.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
Sino ad oggi, solo nel 2014 sono stati arrestati 130 scafisti e sono in corso numerose attività di collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste del nord Africa a quelle Italiane.