Sui Revisori e sulle regole del Consiglio: se le opposizioni scelgono l’Aventino

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Ci sono almeno due opposte letture dei fatti che hanno scandito le ultime giornate a Palazzo dell’Aquila.

La nomina del Collegio dei Revisori dei Conti avvenuta giovedì sera in Consiglio comunale, in assenza dell’opposizione <strong>composta dagli “otto” e dai due consiglieri del Partito democratico. E la convocazione della conferenza dei capigruppo di venerdì mattina avente all’ordine del giorno la modifica al Regolamento comunale in materia di commissioni e composizione del Consiglio presentata dal Cinque Stelle Maurizio Stevanato e controfirmata da Carmelo Ialacqua di Movimento Città.

Sull’esito della seduta consiliare, i dieci dell’opposizione hanno accusato la maggioranza, in cui insinuano essere rientrato l’esponente di Movimento Città, in vista di un nuovo assessorato, di un atto di forza in spregio alla voce delle minoranze che avrebbero avuto diritto ad esprimere un nome all’interno della terna dei revisori.

Uno sgarbo istituzionale mai visto al Comune di Ragusa“: hanno tuonato i consiglieri di opposizione. La maggioranza invece spiega che: “Dopo aver atteso per ore che i consiglieri di minoranza rientrassero in aula (la seduta era convocata alle 17 e la nomina era il primo punto all’ordine del giorno), dopo aver sollecitato una ripresa dei lavori sia attraverso il presidente del Consiglio Giovanni Iacono che il segretario generale dell’ente, alle 21:30 ha deciso di andare avanti e di votare il Collegio in base alle indicazioni pervenute dai consiglieri presenti“.
Gli altri, probabilmente non riuscendo a trovare un accordo sul nome da indicare, hanno deciso di non partecipare ai lavori.

E quindi il Consiglio ha deliberato la nomina dei dottori Giuseppe Rosa con 10 voti, Francesca Mazzola con 8 voti, Alberto De Petro con 2 voti.

Polemiche che si sono puntualmente ripresentate stamane, in conferenza dei capigruppo.
I 10 dell’opposizione hanno evidentemente ritrovato l’intesa per presentare una richiesta di colloquio al Prefetto di Ragusa Annunziato Vardè, per evidenziare una serie di perplessità circa le modifiche al regolamento che la maggioranza avrebbe intenzione di votare a breve e di rendere immediatamente attuative.
I punti contestati? La riduzione dei tempi di discussione in Aula; la composizione dei gruppi consiliari con almeno due componenti e quindi l’accorpamento dei monogruppi; la riduzione del numero di commissari all’interno delle commissioni permanenti e l’introduzione della sfiducia al presidente del Consiglio.

Tutte azioni che, dicono dalla minoranza, minerebbero i principi democratici che regolano la vita all’interno del Comune e che sono il naturale riflesso delle ultime elezioni.
Gli oppositori hanno minacciato più volte di abbandonare la commissione per protesta, soprattutto alla luce delle rinnovate richieste del primo firmatario Stevanato di procedere comunque alla calendarizzazione della proposta per il Consiglio, visto che la discussione dell’atto ristagna da mesi a causa della poca volontà delle minoranze di attuare il cambiamento.

La mediazione del presidente Iacono, sollecitata anche dalla proposta di Giorgio Massari di concedere un ulteriore mese per ripensare a una serie di modifiche quanto più condivise possibili per rendere efficace e politicamente efficiente lo svolgimento sia delle commissioni che dei lavori consiliari, ha stemperato gli animi.

Almeno fino alla prossima seduta consiliare, fissata per lunedì 13 ottobre, dove sicuramente l’eco delle polemiche riprenderà vigore.