La saga attorno alla collezione Trifiletti termina con l’acquisto del Comune

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«Si conclude oggi un iter travagliato – ha commentato l’assessore alla Cultura Stefania Campo – e non possiamo che esserne soddisfatti. Pensiamo che sia stato un acquisto proficuo per la città di Ragusa perché, anche per quei pochi giorni in cui la collezione è stata esposta, per esempio a Taormina, ha riscosso grandissimo consenso».
Passeranno circa due mesi prima di poter presentare al pubblico gli importanti pezzi. «Bisognerà attendere il diritto di prelazione da parte della Soprintendenza e del Ministero competente», spiega l’assessore Campo.
La collezione si sviluppa in 4mila pezzi appartenenti al periodo compreso tra il 1200 ed il 1930 circa: oltre a capi d’abbigliamento maschili e femminili, anche tabacchiere, bastoni, ventagli, monili ed accessori vari. Alla collezione appartengono inoltre una ottantina di manichini appositamente sagomati con bustier in ferro. Un materiale ricchissimo che appena arriverà a Ragusa verrà valutato, alla presenza di un legale rappresentante, secondo tutti i cataloghi che ne hanno testimoniato il valore e lo stato di conservazione. «Si tratta di una raccolta pregiatissima – ha continuato Stefania Campo – che qualche anno fa è stata vincolata dalla Soprintendenza. Un acquisto che reputiamo valga ben oltre quello che il Comune ha investito».
La stessa Stefania Campo conferma lo stanziamento di 250mila euro, che verrà suddiviso in due rate ai proprietari, rappresentati al momento della firma in Comune, avvenuta alla presenza del Segretario Generale Vito Scalogna e del dirigente del settore Cultura Santi Di Stefano, dal professor Gabriele Arezzo. «La collezione era stata stimata già qualche anno fa 800mila euro – ha spiegato l’assessore – un valore che è andato crescendo. Ci permetterà innanzitutto di riqualificare parte del Castello di Donnafugata che al momento è inutilizzato e chiuso».

L’Amministrazione ha intenzione, quindi, non solo di allestire una esposizione permanente relativa al periodo ottocentesco lungo le sale del Castello già di fruizione turistica, ma di avviare tantissime mostre temporanee, ne sono state considerate già settanta, che verranno allocate nei bassi. Inoltre diversi pezzi potranno essere prestati, sempre con l’autorizzazione della Soprintendenza, ad altre città. «Sappiamo che il Museo del Costume più importante in Italia è quello di Palazzo Pitti – ha concluso Stefania Campo – Ragusa lavorerà per essere, quindi, il secondo polo nazionale. Un obiettivo che vogliamo fortemente raggiungere».