Diossina a Comiso. Il dissequestro delle aree rappresenta il primo passo nella risoluzione

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Sulla situazione di inquinamento riscontrata in alcuni terreni di contrada Porrazzito a Comiso è tornato a riunirsi il tavolo in Prefettura. Un passo avanti nella risoluzione dei processi di bonifica è rappresentato dal dissequestro da parte della Polizia Provinciale delle aree finora vincolate dalle indagine della Procura di Gela. Azione che permetterà agli attuali proprietari del fondo di avviare tutta una serie di procedure, a proprie spese, per verificare lo stato dei terreni ed individuare le azioni più idonee alla risoluzione dell’emergenza.

In un primo step i proprietari, che agiscono in maniera autonoma pur non essendo direttamente responsabili dell’inquinamento da diossina risalente ad azioni precedenti al loro acquisto, una volta avuta la possibilità di effettuare il sopralluogo con l’ausilio di tecnici di fiducia, circoscriveranno l’area inquinata ed interverranno in regime di emergenza, depositando terreno vegetale, sabbia o altro materiale idoneo “al fine di sarcire le fessurazioni prodottesi nei fronti più avanzati dei rifiuti da dove fuoriescono i fumi di combustione”. Ripeteranno quindi l’azione già compiuta dal Comune di Comiso nei giorni scorsi, compattando il materiale in maniera da rendere lo strato ancora più efficace.

“Un secondo passo – spiega il sindaco Filippo Spataro – sarà quello di presentare al Comune un Piano risolutivo. Ovviamente si tratterà di azioni ben più onerose, per valutare le quali tornerà a confrontarsi il Tavolo tecnico in Prefettura, che riunisce tutti gli attori coinvolti, e quindi Arpa, Vigili del Fuoco, Polizia Provinciale, Protezione civile e Asp”.