Delitto Loris, parla il cacciatore: “Non sono un indovino, ho trovato il bimbo per caso”

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A distanza di una settimana ormai dall’omicidio del piccolo Andrea Loris, parla a microfoni aperti Orazio Fidone, il cacciatore che ritrovò il corpo del bimbo in fondo al canalone vicino al vecchio Mulino, con al fianco l’avvocato Pietro Savà, che lo difende. “Il mio assistito non è un indovino“, ha precisato il legale: “Quel giorno come tanti stava cercando ovunque il bambino, non è andato in quel posto a colpo sicuro. Se volete criminalizzare l’intuito, fatelo pure. Un’altra questione riguarda lo sportello dell’auto, che sarebbe stato trovato aperto. “Da uno sportello aperto – ha detto il legale – è ricostruita l’immagine dell’orco, ma è tutto destituito di fondamento. A parte che si tratta di un’auto vecchia, e  in pendenza lo sportello potrebbe essersi aperto. Ma se davvero fosse stato l’orco, avrebbe dovuto prendere il bambino lasciando aperto lo sportello posteriore, eventualmente”E il fatto che l’unico sportello della sua auto trovato aperto fosse quello del guidatore dimostra molte cose”. E alla domanda sui rapporti che intercorrevano tra la sua famiglia e la famiglia Stival, l’avvocato ha fatto riferimento solo ad una blanda conoscenza con i nonni paterni del bimbo, cosa certo non difficile in un paese piccolo come Santa Croce.

La videosorveglianza e le indagini sui tragitti della madre
La Polo nera della mamma di Loris Stival il giorno della scomparsa del figlio non avrebbe mai raggiunto la scuola del bambino di 8 anni, ma è ripresa mentre passa a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio, dove lo stesso giorno, il 29 novembre, è poi stato trovato il cadavere del piccolo. Sono le telecamere di sorveglianza sparse per il paese, a svelare i dettagli. Come il fatto che il bambino non arriva a scuola, ma torna a casa alle 8.32. Trascorsi 17 minuti, alle 8.49, rientra anche la madre, che esce nuovamente 36 minuti dopo, alle 9.25. L’analisi di polizia e carabinieri dei video delle telecamere di Santa Croce Camerina ricostruisce così la mattina della scomparsa del bambino. Sono quattro quelle che ‘guardano’ il tratto di strada indicato dalla madre nella sua ricostruzione. La mamma di Loris quindi ritorna a casa, dove resta 36 minuti. Poi esce, con destinazione Donnafugata dove deve partecipare a un corso di cucina, e l’auto è nuovamente ripresa dalle telecamere mentre transita a 50 metri dalla strada che porta a Mulino Vecchio, ma non si vede che direzione imbocca.

 

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Intanto ieri due diversi sopralluoghi, a distanza di appena un’ora l’uno dall’altro, sono stati fatti dalla Scientifica al vecchio Mulino vicino al canalone sul bordo del quale è stato ritrovato il corpo del piccolo Andrea Loris, sabato scorso. Prosegue con un’incessante ricerca di indizi l’indagine su questo inquietante omicidio, che sembra presentare di ora in ora nuovi risvolti.
Era presente anche il proprietario del vecchio Mulino, l’ex Maresciallo Caggia, 87 enne, che poi è stato portato via sotto scorta per evitargli l’assalto dei giornalisti.

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