Omicidio di stampo mafioso a Vittoria: c’è una confessione, ma non la soluzione

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Iniziano lentamente a delinearsi i contorni dell’efferato omicidio di stampo mafioso che ha sconvolto, ieri sera alle 18.30, una Vittoria in pieno shopping pre-natalizio.

La salma di Michele Brandimarte, il 53enne di Gioia Tauro freddato all’angolo tra via Roma e via Carlo Alberto, giace ora nell’obitorio del cimitero di Vittoria. L’ispezione cadaverica eseguita in serata dal dr. Spagni è servita, innanzitutto, a chiarire che i numerosi bossoli che l’hanno colpito non sono calibro 7.65 ma 9.
Esattamente come quelli della pistola consegnata stanotte dall’uomo che si è costituito al commissariato di polizia di Gioia Tauro, intorno alle 23.30, affermando di essere l’autore dell’omicidio.

Si tratta di Domenico Italiano, 23enne con precedenti per stalking e per questo con obbligo di dimora presso il comune di Gioia Tauro.

Il giovane, stando al racconto della polizia di Gioia Tauro, si è presentato in commissariato armato, avrebbe confessato il delitto e si è lasciato ammanettare, senza però aggiungere altro.
Non avrebbe spiegato – a detta degli inquirenti – se ad agire è stato solo o con qualcuno, se fosse a volto scoperto, con quale mezzo (per il comandante dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria, Daniele Plebani, non ci sarebbero elementi che farebbero ipotizzare l’arrivo e la fuga in moto), quali siano i motivi del gesto e come abbia fatto a muoversi con tanta sicurezza in una città che non conosceva.

La polizia ha subito bloccato Italiano e avvisato la magistratura della Procura di Palmi che ha emesso il fermo per omicidio e l’arresto per la detenzione illegale dell’arma.
Il 23enne adesso si trova rinchiuso nel carcere di Vibo Valentina, in regime di isolamento, a disposizione del PM.

A Vittoria, intanto, quasi certamente sarà disposta l’autopsia sul corpo di Brandimarte. I suoi familiari sono arrivati ieri sera in città e sono stati sentiti dai carabinieri insieme a qualche altra persona che potrebbe aver visto o sentito qualcosa.
Non è dato ancora sapere con chi Brandimarte stesse passeggiando nel momento in cui è stato raggiunto dal suo, o dai suoi assassini, che hanno sparato a bruciapelo e a distanza ravvicinata senza preoccuparsi minimamente delle migliaia di persone che affollavano il centro storico in quel momento.

Gli inquirenti sperano che maggiori informazioni possano trapelare dalle immagini riprese dalle telecamere dei numerosi negozi presenti nella zona e che solo questa mattina hanno riaperto i battenti.
Resta sempre da chiarire anche cosa ci facesse Brandimarte a Vittoria.