Anche a Ragusa c’è uno spazio di ascolto protetto, per bimbi vittime di violenza

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Inaugurata dal Questore di Ragusa, Giuseppe Gammino, presso i locali della Questura, l’aula di ascolto protetto, uno spazio dotato di apposito impianto di videoregistrazione e arredato in modo consono ad accogliere un bambino in tenera età vittima, ma talvolta soltanto testimone, di un reato di violenza.

Il progetto è frutto di una sinergia tra i Soroptimist club di Ragusa e Vittoria e la Polizia di Stato, con il contributo della Banca agricola popolare di Ragusa, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Ragusa (in particolare la commissione Pari opportunità che esiste presso il consiglio dell’Ordine), il Centro copigrafico Eliosprint e con il patrocinio della Sezione UNICEF di Ragusa.

“Una iniziativa condivisa, che nasce oltre tre anni fa”, hanno spiegato i presidenti delle due sezioni del Soroptimist, Anna Arezzo per Ragusa, e Francesca Corbino per Vittoria – e che ci ha permesso realizzare un ambiente non solo più accogliente, ma dotato di un sistema di video e fono registrazione in modo da evitare alle vittime di ripetere troppe volte la descrizione di fatti dolorosi.
Sono strutture che dovrebbero già esistere, perché previsti dalle norme legislative, ma che purtroppo per evidenti difficoltà sia di logistica che di fondi a disposizione, spesso mancano. Si tratta quindi di un buon esempio di collaborazione dei privati con le istituzioni, in particolar modo con lo staff coordinato dal dottor Antonino Ciavola e con l’ispettrice Silvana Castelli che ha ceduto in parte l’uso della stanza”.

Presenti le massime cariche cittadine, a partire dal prefetto Annunziato Vardè; il Procuratore della Repubblica, Carmelo Petralia; il presidente del Consiglio comunale Giovanni Iacono; l’assessore Stefania Campo ed il deputato regionale Giorgio Assenza. 
A benedire l’aula, alla presenza anche di tantissime socie dei due service club iblei, il vescovo di Ragusa Paolo Urso, il quale ha sottolineato che, in un periodo nel quale la società sta guardando ai mondo dei bambini con particolare dolore, l’inaugurazione di un luogo comunque protetto contribuisce a rimettere l’attenzione verso i più piccoli nella giusta prospettiva, diventando anche questo un segno di speranza.