Primi sigilli del 2015. Chiusa l’ennesima “casa del piacere” a Ragusa

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Venerdì 9 gennaio, ore 18.00: agenti in borghese della Polizia hanno iniziato il servizio che avrebbe previsto un’attività di appostamento nei pressi dell’abitazione segnalata ma, quando sono giunti davanti la porta di casa, hanno trovato la fila.

Anche questo aspetto era già stato affrontato dai poliziotti che “scavalcando” la coda sotto gli occhi dei “clienti” quasi infastiditi, hanno bussato alla porta, in considerazione che all’interno vi era già qualcuno.

All’interno dell’abitazione vi erano due dominicane e un cliente che aveva dovuto interrompere il rapporto sessuale di gruppo in quanto “disturbato” dalla Polizia.
Il cliente e le prostitute venivano identificati e portati negli uffici della Squadra Mobile, grazie al congiunto intervento della Squadra Volanti.

Una volta presso gli uffici della Polizia di Stato, le due donne avrebbero ammesso di svolgere l’attività di meretricio da quando residenti in Italia, ma di farlo per loro libera scelta.
Il cliente modicano avrebbe sostenuto che per lui era la prima volta, ma – rassicurato che il consumare rapporti sessuali a pagamento non costituisce reato – la preoccupazione era tutta verso un eventuale invio a casa di documentazione inerente il controllo da parte della Polizia. 
L’uomo aveva pagato ben 200 euro per consumare un rapporto sessuale con entrambe le prostitute, ma non ha potuto neanche terminare perché interrotto dal controllo.

La proprietaria dell’immobile è nota agli uffici della Polizia di Stato in quanto è proprietaria di un’altra casa sita a Ragusa anche questa oggetto di controllo nei mesi addietro, dove erano state trovate altre prostitute e transessuali.
La donna è stata nuovamente diffidata e gli atti di Polizia Giudiziaria sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica per eventuali responsabilità penali.
Diverse le sanzioni amministrative contestate alla proprietaria della casa per la mancata comunicazione dell’ospitalità di soggetti stranieri.

Il giro d’affari anche in questa occasione è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 300 euro e chi si dedica alla prostituzione spesso si scambia le case tra città limitrofe per non incappare nei controlli della Polizia di Stato.

All’interno dell’abitazione sono stati trovati “accessori” di tutti i tipi, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso. Si può affermare, secondo quanto riferito dalle prostitute, che i clienti più esigenti richiedono prevalentemente di essere frustati e sodomizzati, per questo in casa si trovano diversi oli lubrificanti.

Al termine del servizio, la Squadra Mobile insieme al personale della Squadra Volante accompagnava in Questura le donne accertando che la loro posizione sul territorio nazionale è regolare, in quanto in possesso di foglio di soggiorno. Quindi sono state avviate le pratiche per il procedimento amministrativo di revoca.