L’Imam di Comiso sulla follia terrorista di Parigi: “Offesi dalla violenza, ma anche dalle vignette”

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Tre giorni di straordinaria follia hanno sconvolto Parigi, la Francia e il mondo intero.
L’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, la fuga dei fratelli Kouachi, la “presa” della tipografia di Dammartin en Goele, gli ostaggi al market kosher di Porte de Vincennes: il bilancio finale parla di 20 morti e di una ferita, nel cuore dell’Europa, che difficilmente potrà guarire.

Partiti e movimenti di estrema destra, in compagnia di una parte della stampa, sull’onda del consenso originatosi dagli attentati, hanno imbastito una nuova crociata contro l’Islam.
Marine Le Pen chiede la reintroduzione della pena di morte, il leghista Matteo Salvini è durissimo, dopo aver bacchettato addirittura papa Francesco per i suoi dialoghi con i musulmani: “L’Islam è pericoloso, ci sono milioni di musulmani pronti a sgozzare per la loro religione. Qualcuno, nel nome di Allah, ci ha dichiarato guerra”.

Ma i musulmani non ci stanno e, sin dalle prime ore dopo l’assalto a Charlie Hebdo, anche il Centro Islamico di Comiso si è espresso duramente contro gli attentati. Abdelhamid Jebari è il riferimento del Centro, lui non ama essere definito Imam ma è questo il suo ruolo all’interno della comunità musulmana casmenea. Noi l’abbiamo incontrato ed ecco cosa ci ha detto.
Questi terroristi“, dice Abdelhamid: “devono essere chiamati tali, senza alcuna distinzione di religione. Per colpa di gente come loro, da anni, ci sentiamo sempre accusati: è come se fossimo tenuti a difenderci e scusarci per qualcosa che non abbiamo mai commesso. È colpa di Satana: è lui a porci gli uni contro gli altri”.

Nella nostra provincia, però, la situazione non è così estrema: “Voi“, dichiara Jebari: “ci capite. Avete vissuto l’immigrazione, siete stati vittime di pregiudizi per via della mafia. Qui c’è decisamente più comprensione”.
E allora, Abdelhamid si sente offeso da quanto successo in Francia, ma la sua voce si accende quando parliamo delle vignette del settimanale satirico Charlie Hebdo: “Non sono satiriche ma sataniche! Per me la libertà di espressione è sacrosanta, ma alcuni limiti devono esserci per forza: le religioni – tutte le religioni – devono essere rispettate. Io mi sono sentito offeso: per quale scopo insultare i simboli di 1,5 miliardi di persone? Questa non è più libertà di espressione”.

Gli elenco qualche dichiarazione rilasciata da Matteo Salvini, ma sembra averci fatto l’abitudine: “I politici, come sempre, strumentalizzano un fatto tragico per altri fini. Ma noi preghiamo sempre affinchè Dio li guidi verso ragionevolezza e razionalità”.