Sono tante le ragioni per non dimenticare di fare il vaccino

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Da sinistra Francesco Blangiardi, Maurizio Aricò e Luigi Rabito

“La provincia di Ragusa si conferma una terra virtuosa anche dal punto di vista dell’adesione della campagna di vaccinazione, tiene alte le percentuali ma, alla luce del calo riscontrato siamo convinti che sia fondamentale tenere alta l’attenzione. Non bisogna dimenticare che vaccinarsi è una buona prassi, è utile per tutelare la salute personale ma anche per abbassare rischio sanitario collettivo“.

Sono queste alcune considerazioni venute fuori nel corso della conferenza stampa convocata sabato mattina in piazza Igea dal direttore generale Asp 7 Maurizio Aricò, accompagnato dal Capo Dipartimento Prevenzione Francesco Blangiardi e dal direttore dell’U.O.C. Servizio di Anestesia e Rianimazione Luigi Rabito.

La  campagna antinfluenzale dell’Asp ragusana avrebbe dovuto chiudersi il 31 gennaio, ma l’Azienda ha deciso di prolungare i termini sia perché si è constatato un calo delle vaccinazioni, sia perché nel territorio ibleo il picco  dell’epidemia è atteso per la fine di febbraio e le prime settimane di marzo. “I dati del Rapporto Epidemiologico delle sindrome influenzali evidenziano un -7% di adesione“, ha affermato Blangiardi, il quale ha aggiunto: “lo scorso anno si era registrata una copertura del 64% degli utenti, quest’anno invece ci sono stati il 57% dei soggetti vaccinati. Ovviamente il clima di allarmismo registrato a fine 2014 ha contribuito a questa tendenza. Una disinformazione che potrebbe mettere a rischio la popolazione, infatti i soggetti a rischio che hanno deciso di non vaccinarsi potrebbero incorrere in inutili pericoli per la propria salute. I vaccini sono sicuri, lo ribadisco in maniera assoluta“. “Purtroppo l’allarme comprensibile ma alla fine totalmente infondato ha fatto un danno alla campagna vaccinale” ha aggiunto il direttore generale Aricò: “e come era facile prevedere, l’unico risultato vero è che ci sarà una mortalità maggiore per le complicanze dell’influenza. Questo ci crea particolarmente rammarico, quindi ritorno a dire: c’è ancora tempo per aderire. Invitiamo tutte le persone che rientrano nella fascia a rischio di pensare seriamente a vaccinarsi e a parlarne con il medico curante”.

Preoccupanti secondo i medici il ritorno del virus influenzale A/H1N1 che ha già colpito 4 persone a Ragusa. “In tutta Italia in questo momento”, ha sottolineato Rabito: “si riscontra un aumento allarmante di pazienti che soffrono di sindrome da stress respiratorio causata dalla violenza di questo virus, che colpisce in particolar modo la popolazione giovane e sana. Dei 4 casi riscontrati, una donna è deceduta, un secondo caso è stato trasferito all’Ismett di Palermo mentre un uomo del 1971 sta lottando in Rianimazione a Ragusa.  L’insufficienza respiratoria sta causando un allarme nazionale, tutti i reparti sono intasati e non bastano le ECMO (un macchinario per respirare utile contro le polmoniti indotte dall’influenza causata dal virus A/H1N1), insomma il quadro è allarmante“.

La vaccinazione è raccomandata per le seguenti categorie:

dai 65 anni in su;
dai 6 mesi fino ai 65 anni, se presenti malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza: malattie respiratorie, diabete, malattie cardiache, insufficienza renale o epatica cronica, ecc.;
donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;
medici e personale sanitario;
lavoratori addetti a servizi pubblici;
lavoratori a contatto con animali.

Non solo influenza però. Nel corso dell’incontro con la stampa si è fatto riferimento al calo, sensibile ma indicativo di una tendenza negativa, nelle vaccinazioni contro il morbillo e la rosolia. “Si tratta di malattie pericolose” ha concluso Maurizio Aricò “verso le quali non possiamo permetterci distrazioni. Vaccinarsi è una buona prassi da seguire e da adottare per i nostri figli”.