E per Massimo Cacciari: “La regione Sicilia? Siamo di fronte a un fallimento storico”

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Non le hai mai risparmiate a nessuno, Massimo Cacciari. Filosofo veneziano, professore universitario, già sindaco della sua città, ultimamente molto intervistato in tv, questa volta se l’è presa – e con durezza – con la Sicilia, regione e terra che conosce molto bene.
A Catania, per ricordare l’amico Pietro Barcellona e Manlio Sgalambro, Cacciari ha rilasciato un’intervista a La Sicilia sui drammi della regione di oggi: “È un bubbone con cui fare i conti”, dice: “che rischia di portare al fallimento l’intero Paese”.

Però l’autostrada interrotta genera danni economici e sociali gravissimi…
È vero. Ma il ponte si fa presto a ricostruirlo, mettere in piedi un processo formativo è, invece, più complicato. Per un ponte bastano due ingegneri bravi, imprese e politici che non rubino. Il processo formativo esige, invece, una visione generale della società e tempi lunghi.
Nell’Isola la Formazione professionale è penalizzata al massimo con grave danno per i giovani, e il sistema istruzione sta franando
Non può partire un processo di sviluppo, saltando questo punto.
La Regione sembra incapace di vedere, prima, e di gestire, poi, il problema.
Bisognerebbe avere il coraggio di prendere atto del fallimento totale dell’istituto Regione. In generale in Italia le regioni non hanno risposto alle aspettative, ma in Sicilia il fenomeno è patologico e sta diventando irrimediabile. Dovete pure ridiscutere del senso di questa autonomia. Siamo di fronte, lo ripeto, a un fallimento storico. Fintanto che non si rimette mano all’idea di autonomia e all’assetto regionale, con queste regioni non andiamo da nessuna parte. Ed è esattamente quello che Renzi non tocca. Oltre alla ridicolaggine della riformetta del Senato e a un accenno di abolizione delle province non è andato, mentre il centralismo regionale divora risorse e produce pochissimo.

(Continua a leggere l’intervista su Lasicilia.it)