Operazione “Eco”, ieri la seconda udienza del processo. Alla sbarra anche l’ex sindaco di Scicli

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Si è tenuta ieri mattina la seconda udienza, al Tribunale di Ragusa, nell’ambito del processo relativo all’operazioneEco portata a segno dai carabinieri per smantellare una presunta organizzazione dedita a furti, estorsioni e truffe. Il tutto legato, secondo gli inquirenti, al sistema di raccolta dei rifiuti del Comune di Scicli, sciolto per mafia con decreto del Consiglio dei Ministri.

A rappresentare l’accusa il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catania, Valentina Sincero. Undici gli imputati, tra i quali l’ex sindaco di Scicli, Franco Susino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Gli altri imputati sono Renzo Gazzè, Lorenzo Trovato, Giovanni Distefano, Bartolomeo Cannella, Vincenzo Tumino, Giovanni Mormina, Ugo Lutri e Giacomo Fidone, oltre a Ignazio e Franco Mormina quest’ultimo considerato a capo della organizzazione. L’udienza è stata dedicata all’ascolto di Giuseppe Busso, titolare della ditta Ecoseib, costituitasi parte civile. Ad accompagnare Busso, il dirigente della Federazione nazionale antiracket, Renzo Caponetti.

“Sono 156 gli imprenditori accompagnati alla denuncia – spiega Caponetti a margine dell’udienza- e sono qui per fare sentire a Giuseppe Busso che non è solo. Grazie anche alle sue coraggiose denunce ci sono stati questi arresti eccellenti. Non bisogna temere di denunciare“.

La ditta di Busso è stata colpita da interdittiva prefettizia antimafia. Il Consiglio di Stato a febbraio dello scorso anno ha chiarito che il provvedimento è volto a bloccare tentativi di ingerenza della criminalità organizzata nella attività imprenditoriale. Il pm ha poi chiesto di integrare gli atti processuali con cinque nuove trascrizioni nominando perito Massimiliano Chiaramonte. Avrà 90 giorni di tempo per concludere le operazioni che inizieranno il primo luglio.

Come detto al centro dell’udienza di venerdì la deposizione di Busso, amministratore unico della ditta Ecoseib, parte offesa nel processo. Busso ha parlato di una serie di minacce e intimidazioni, ma anche di pressioni subite anche dal suo capocantiere che alla fine si licenziò. La difesa di Franco Mormina ha cercato di smontare le affermazioni sulle presunte pressioni che l’imputato avrebbe attuato sulla ditta per nuove assunzioni e per il trasferimento del deposito mezzi. La difesa del sindaco Susino ha insistito sulla trasformazione dei contratti di Mormina e di altri 3 imputati. Secondo loro, la trasformazione del contratto a tempo indeterminato avvenne nel 2010 (a firma del dirigente del settore) quando il sindaco non era Susino e con il subentro di Susino l’amministrazione comunale contestò queste assunzioni. Il collegio difensivo si è riservato di produrre i documenti. Udienza aggiornata al 23 ottobre.