Modica, il Piano di riequilibrio inviato a Palermo

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Palazzo San Domenico, a Modica, uno dei comuni che non ha ancora approvato il bilancio di previsione

L’Amministrazione comunale ha fatto la sua parte, insieme agli uffici e al Collegio dei Revisori dei Conti. Ora a tutta la città non resta che attendere, insieme a loro, il responso finale della Corte dei Conti: se il Piano di riequilibrio passerà, si andrà verso la progressiva fuoriuscita dall’emergenza finanziaria, altrimenti sarà inevitabile la dichiarazione di dissesto.

Ieri mattina, sostanzialmente in tempo rispetto alla scadenza assegnata per lunedì, il sindaco Ignazio Abbate, l’assessore al Bilancio Enzo Giannone e il segretario generale del Comune Carolina Ferro sono andati a Palermo a depositare alla Corte dei Conti gli atti contenenti le risposte ai quesiti posti dalla magistratura contabile sul Piano di riequilibrio finanziario, a seguito dell’istruttoria condotta dall’apposita Commissione del Ministero dell’Interno.

Com’è noto le richieste di approfondimento riguardavano quattro macro-questioni: il costo dei servizi a domanda individuale, le spese per il personale, le spese di gestione delle società partecipate e la dismissioni degli immobili. Più dettagliatamente, la Corte chiedeva conto di ciò che è stato fatto dal 2012 a oggi, con particolare riferimento all’incremento delle previsioni di entrata, all’aumento del monte orario degli ex contrattisti, alla situazione di cassa, ai tempi medi di pagamento. In questo caso un riferimento specifico si rivolgeva all’anticipazione della Cassa Depositi e Prestiti, in merito alla quale è stato concluso l’accordo transattivo col Comune di Scicli.

Il lavoro fatto dall’Amministrazione, dai Revisori e dagli uffici ha portato a produrre una relazione di venticinque pagine, corredata da tredici cartelle contenenti allegati di supporto. “Abbiamo adempiuto entro i termini indicati – commenta il sindaco Ignazio Abbate – al deposito degli atti relativi alla situazione debitoria al 31 dicembre 2012, ai debiti fuori bilancio, alle passività originate da sentenze, ai debiti delle partecipate e della relazione esplicativa che motiva le risposte fornite ai quesiti che la Corte dei Conti ci ha posto. Possiamo affermare che il quadro debitorio dell’ente per la massima parte è stato regolarizzato rimanendo in vita qualche residuo. Entro trenta giorni dal deposito concretizzato oggi, la magistratura contabile formulerà il suo giudizio di merito su quanto da noi prodotto”.

[Fonte La Sicilia]