Pippo Digiacomo a muso duro: “A queste condizioni l’aeroporto chiuderà”

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Intervento di Digiacomo sull'aeroporto di Comiso
Pippo Digiacomo (a destra) con Vito Riggio, presidente dell'Enav

Alle condizioni attuali, finiti i pochi soldi rimasti, questo aeroporto chiuderà. E sarà seguito a ruota, per la stessa ragione, anche da Trapani, sebbene abbia superato il milione di passeggeri”.

Passano i mesi, ma il parere sul modo in cui l’aeroporto di Comiso sta crescendo e si sta proiettando nel futuro lasciano il deputato regionale del Pd, Pippo Digiacomo, estremamente perplesso, e non gli fanno cambiare la sua posizione critica nei confronti delle modalità gestionali.

Le sue preoccupazioni sono dovute al socio privato, ossia Intersac, che avrebbe dovuto essere un partner aeroportuale con un forte potere contrattuale e capace di far valere la sua forza nell’attrarre compagnie.

“Questo, però, non è accaduto – denuncia Digiacomo – e ho visto solo rotte finanziate e incentivate dalla Regione, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia con i fondi ex Insicem. Non solo. L’aeroporto di Catania, che non si era mai mostrato interessato alle compagnie low cost (tranne con Wind Jet) ha scoperto improvvisamente questa vocazione non appena ha aperto Comiso, dando l’impressione di volerla ostacolare invece che aiutare. Mai, infatti, ha annunciato accordi nuovi con una compagnia basati su un’equa divisione delle tratte nei due scali”.

Prima i 4 milioni e mezzo della start up, poi 1,6 milioni di fondi ex Insicem, adesso 1,2 milioni, sempre dalla Regione, per la copertura economica dei servizi Enav fino all’inserimento dell’aeroporto “Pio La Torre” nel contratto di programma 2016/2018. Per il parlamentare regionale gli enti pubblici hanno fatto più di quanto sarebbe spettato loro. In merito al socio privato, invece, dice testualmente, “non lo avevamo scelto per essere trattati in questo modo”.

E adesso, con l’arrivo del milione e due per i servizi Enav, è chiarissimo:

Non appena si saranno esauriti, non osino cercare altri soldi – dice – perché lo scalo è di interesse nazionale e l’Enav dovrà operare in forma gratuita e senza soluzione di continuità. Tutti vogliamo che Comiso decolli, ma quando si maneggiamo soldi pubblici si deve stare attenti. Che non si chieda più un solo euro agli enti pubblici”.

On. Digiacomo, è sempre del parere che l’aeroporto non stia crescendo come dovrebbe?

Assolutamente si. Il bacino Comiso-Catania è da 20 milioni di passeggeri, Catania ne dovrebbe e ne può portare 15 milioni, il resto lo deve fare Comiso.

Cosa manca? Le infrastrutture e i collegamenti tutt’intorno, forse?

Non esattamente. La gente atterra, affitta una macchina e va dove vuole. Se aspettiamo che il territorio sia pronto dal punto di vista dei collegamenti autostradali e ferroviari, per far si che Comiso raggiunga i numeri di prima, potrebbero passare anche 10 anni, ed è impensabile. Le autostrade e le ferrovie aiutano, ma il turismo si fa con gli aerei. Quello che manca, quindi, sono le rotte. Quadruplichiamole e saranno sempre piene, perché lo sviluppo di un aeroporto dipende, in realtà, solo dall’aeroporto e dalle località che permette di andare a visitare, e noi abbiamo alcuni tra i tesori Unesco più belli d’Europa, oltre che delle spiagge meravigliose e un’enogastronomia ricchissima e di qualità. Certo, manca anche un potenziamento delle strutture di accoglienza, ma questo spetta al privato.