Banconote in lire diventate carta straccia? La Corte costituzionale riapre la ‘partita’

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Lire addio? forse no
La cara vecchia lira: c'è chi in casa ne ha ancora un po'. Potrà ancora fare il cambio con gli euro?

Alzi la mano chi ha trovato nei cassetti banconote in lire! C’è chi ha addirittura trovato piccole e grandi fortune che, però, teme di potere usare solo come collezione di banconote ormai inutilizzabili.

In circolazione ci sarebbero banconote per quasi 1,4 miliardi di euro, senza contare le monete.

Ma una piccola speranza l’ha riaccesa la Corte costituzionale che, ha giudicato illegittima la prescrizione anticipata della lira decisa dal Governo Monti nel 2011. Con sentenza 216/2015, emessa alcuni giorni fa, la Corte ha stabilito infatti che viola l’articolo 3 della Costituzione il decreto legge con cui si stabilì con decorrenza immediata la prescrizione anticipata delle lire in circolazione in favore delle casse dello Stato.

Nei fatti, dunque, lo Stato ‘requisì’ quei soldi ai cittadini. Ora la Corte ha bocciato quella norma.

E quindi? Si può andare agli sportelli per cambiare le lire in euro? Purtroppo no, almeno per il momento. La Banca d’Italia ha fatto sapere che la questione va risolta con il Ministero dell’Economia. Ci vorrà una nuova legge?

L’Aduc, associazione dei consumatori, prova a dare qualche risposta: “Il quadro non è chiarissimo ed agire potrebbe non essere agevole per tutti. Una prima tesi considera legittimati a ricevere il cambio in euro solo coloro i quali hanno comunque presentato l’istanza entro il termine originario del 28 febbraio 2012.

C’è però da dire che il Decreto scoraggiò gli interessati dal farlo, data l’inutilità dell’atto. E quindi ecco apparire due diverse tesi, una delle quali prevede che l’illegittimità costituzionale del Decreto faccia ripartire i termini di prescrizione da questo interrotti e che di conseguenza per chiedere il cambio delle lire alla Banca d’Italia ci siano circa tre mesi a partire dal deposito della sentenza il 5 novembre e quindi il 28 gennaio, precisamente gli 84 giorni corrispondenti al lasso di tempo che intercorre tra il 7 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012”.

C’è poi una terza possibilità che richiederebbe invece un provvedimento ad hoc da parte dell’Esecutivo.

Spiega l’Aduc: “Un’altra tesi ancora parte invece dal ragionamento per cui non sia possibile penalizzare i cittadini costringendoli ad informarsi ed a provvedere al cambio in meno di tre mesi, e quindi il Governo dovrebbe emanare un apposito provvedimento per definire un termine di scadenza adeguatamente lungo, in modo da non penalizzare nessuno”.

Cosa fare? La Banca d’Italia ha avviato col Ministero dell’economia gli approfondimenti necessari per definire le modalità con cui eseguire la richiesta di cambio delle lire.

Dice l’Aduc: “Il nostro consiglio, poiché – come si può comprendere – la situazione non è chiarissima, è quello di presentare domanda di cambio delle lire entro il 28 gennaio 2016. Il cambio da lire in euro, infine, riguarda le monete oltre che le banconote”.